ROCCELLA - Dopo aver camminato su sponde deserte e sabbiose fino all'una del pomeriggio, scoprimmo in riva al mare Roccella, posta su una roccia brulla. Da lontano questa cittadina fa una grande impressione, ma da vicino è solo una rovina, la più scalcinata che si possa vedere, senza nessuna costruzione abitabile. Assicurarono comunque che essa era stata un tempo fortificata e che possedeva persino un'artiglieria importante, ma di tutto il suo passato splendore non le resta che un cannone di bronzo in pessimo stato, dimenticato dal Re Cattolico e, se mai si riuscisse a riattivarlo, la sua esplosione farebbe crollare al primo colpo le poche abitazioni rimaste.
Gli abitanti costruiscono ora, all'esterno del borgo, delle piccole abitazioni, rischiando di essere attaccati dai Turchi, che continuano ancora a fare delle razzie nei dintorni e che da qualche giorno si erano perfino impadroniti di alcune imbarcazioni di pescatori, proprio davanti agli occhi di questi poveri calabresi, nonostante la torre di guardia, custodita soltanto da un vecchio eremita.
Ci parve del resto che il timore e gli allarmi degli abitanti di Roccella fossero già stati superati, poiché il giorno in cui arrivammo, fummo assai sorpresi di vedere fuori della città e vicino ad una piccola fattoria, situata in riva al mare, i preparativi di una festa campagnola con danze e strumenti locali, il cui insieme assomigliava da lontano ad un vero quadro di Teniers.
Questi preparativi gioiosi e piacevoli e così strani soprattutto in contrasto con il luogo deserto abbandonato da cui uscivamo, servirono a uno dei nostri disegnatori per abbellire la veduta che egli prese di questo sito selvaggio e scosceso.

Richard Di Saint-Non
da Voyage pittoresque, ou description du Royaume de Naples et de Sicilie(1781-'86)