Angolo dei proverbi

In questa pagina intendiamo inserire una raccolta quanto più possibile completa di proverbi che esistono ancora nella nostra tradizione orale.

Chiunque sia in possesso di tali documenti è gentilmente pregato di farceli pervenire nella nostra e-mail: info@roccellacomera.it. Sarà nostro dovere citare i nominativi delle persone che ce li forniranno. GRAZIE!

Tutti questi proverbi saranno oggetto di studio per fini linguistici e contenutistici.


Frabbica e liti, prováti câ viditi
Fabbrica e lite (in tribunale), provate e vedrete

Il proverbio avverte che chi intraprende una costruzione edilizia, oppure intenta una causa in tribunale contro qualcuno, non sa a quali impicci va incontro.

Tri fimmini e 'na suméra, fannu (oppure ribbéjanu) 'na fera
Tre donne e una somara, creano confusione con il loro vociare

Chiediamo scusa alle donne che si sentono offese da questo proverbio, ma la tradizione orale paesana vuole che le donne, quando si mettono a discutere insieme con il loro insistente parlottare, creano la classica confusione di un mercato. Saggezza antica derivata dall'osservazione sul comportamento di alcune donne o pregiudizio?!

Cu' patri e cu' patruni, sempi tortu e mai ragiuni
Col padre e col padrone (col datore di lavoro), sempre torto e mai ragione

Il proverbio s'inquadra in quel tipo di società contadina e patriarcale in cui vigeva in modo indiscusso il principio di autorità. Sia in famiglia dove a comandare c'era il pater familias, sia nel mondo del lavoro dove a decidere di tutto (orario di lavoro, doveri e paga) era il datore di lavoro non c'era mai verso di avere ragione, anche se le ragioni del sottoposto erano più che evidenti. Tempi che furo!


Quandu 'u ciucciu 'on voli û mbivi, ha' vogghja (oppure: abbaca*) û frischji!
Quando l'asino non vuole bere, hai voglia a fischiare!

Sta a significare che sono inutili i tentativi di indurre una persona a compiere un'azione che non vuole.
*abbaca, deriva dal latino 'vacus' per 'vacuus' = vuoto, inutile, vano. Quindi l'espressione 'abbaca û frischji' = è inutile che fischi
g. rohlfs, Dizionario dialettale della Calabria, Longo edit., Ravenna - 1977


'A liggi è uguali pe' tutti... cu' havi sordi si 'nda futti!
La legge è uguale per tutti... chi ha soldi se ne infischia!

Occuparsi di cultura popolare non significa fare folclore per divertire e magari strappare qualche risata. Significa invece riscoprire modi di vivere che appartenevano ad un certo tipo di società, che poi non era molto diversa da quella attuale. In passato forse il contrasto tra i vari ceti era molto evidente e marcato. Sostanzialmente due erano le classi sociali: quella dominante dei 'gnuri, per i quali tutto era possibile, anche comprarsi la legge, e quella del proletariato, dei sottoposti che non potevano mai competere sul piano della giustizia con i più forti.
Il proverbio che vi abbiamo proposto ha un significato lampante ed è di una attualità sorprendente!

Vai cu' chiju megghju 'i tia e fanci i spisi
Vai con coloro che sono migliori di te e paga tu per loro

Il proverbio ha un contenuto morale ed ha un significato chiaro. Esorta a seguire l'esempio dei più bravi, anche a costo di sostenere le loro spese

Quandu la strangia e quandu la pipita, la gajineja mia è sempi malata
Quando la 'strangia' e quando la 'pipita' (malattie che colpiscono i polli rispettivamente alla gola e alla lingua), la gallinella mia è sempre malata

È un detto ironico che capitava di sentire spesso quando si aveva a che fare con qualche persona che, non rispettando mai un patto, si giustificava adducendo ora un pretesto ora un altro.

Cu' si curca chî cotrari, a' matina si leva cacatu (o pisciatu)
Chi va a letto con ragazzi, la mattina si alza cacato (o pisciato)

Non bisogna dar retta ai ragazzi, o prendere consiglio da loro, altrimenti si possono avere problemi.

Cu' paga sordi avanti, mangia pisci fetenti
Chi paga avanti, cioè chi paga prima di ritirare la merce che intende acquistare, mangia pesci puzzolenti

Il proverbio ammonisce ad essere prudenti quando si fa un acquisto, non dare soldi subito senza essere pienamente sicuri della merce che s'intende comperare.

Si voi û perdi 'n'amicu, prestinci sordi o fallu zitu.
Se vuoi perdere un amico, prestagli soldi oppure fallo fidanzato.

E' un proverbio scontato, avverte che un amico si può perdere se gli si prestano dei soldi oppure se gli si trova una fidanzata.

Agustu e rigustu, princípiu 'i mbernu giustu
Agosto e riagosto, giusto inizio d'inverno

È un proverbio meteorologico che sta a significare che con agosto la stagione estiva volge al termine. Scoppia, infatti, qualche temporale che prelude all'inverno.

Quandu senti 'a cicala, fuji jà a' ficara
Quando senti (cantare) la cicala, rècati alla pianta di fico

Il detto ci avverte che possiamo raccogliere i fichi quando cominciano a cantare le cicale.

Cu' sparti, pigghja 'a megghju parti
Chi divide le parti (di un intero, che può essere una somma, una torta, ecc.) prende la parte migliore

Il proverbio ha un significato abbastanza ovvio, nel senso che chi sta in posizione privilegiata decide sempre in senso vantaggioso per lui.

L'arceju nta caggia parra o pe' mbidia o pe' raggia
L'uccello in gabbia parla (canta) o per invidia o per rabbia 

Il proverbio sta a significare che, chi si trova in una condizione di inferiorità di fronte ad altri (praticamente come un uccello in gabbia che non possa disporre della sua libertà), si lamenta o per invidia o per rabbia

Cu' mpresta perdi a testa
Chi presta, perde la testa

Il proverbio consiglia di stare attenti con le proprie cose, non essere di manica larga, altrimenti si rischia di rimanerne senza

L'omu si vidi d' 'a palóra, 'u voi di corna
Il vero uomo si riconosce dalla parola, il bue dalle corna

Il detto sta ad indicare che un uomo è veramente tale, quando riesce a mantenere fede alla parola data

'A cortára tantu vaji all'acqua chi si ruppi
La lancella (grande vaso di terracotta) tanto va all'acqua che si rompe

Il proverbio ha un doppio significato. 1) Sta ad indicare che tanto più uno insiste in una sua idea o fatto che rischia di rimetterci le penne. 2) Ha anche un significato allusivo: una ragazza tanto più si mette in mostra che finisce di perdere la sua verginità.

O ti mangi 'sta minestra o ti jetti d' 'a finestra
O mangi questa minestra o ti butti dalla finestra

Il proverbio suggerisce di accontentarsi di quello che si ha, altrimenti si rischia di finire male.

Freváru ('febbraio') curtu ed amaru
Febbraio corto ed amaro

Febbraio corto ed amaro, nel senso che pur avendo meno giorni degli altri mesi offre un clima molto rigido.


Cu' 'n'occhju friji i pisci e cu' l'attru guarda 'a gatta
Con un occhio friggi i pesci e con l'altro stai attento alla gatta

Il proverbio ammonisce a prestare molta attenzione a quello che si sta facendo, come quando si friggono i pesci e c'è la gatta, sempre pronta a portare via i pesci appena ci si distrae.


Si marzu pungi, faci 'a vecchja û muta l'unghj
Se marzo punge (fa freddo) fa mutare alla vecchia le unghie

Il detto, di carattere meteorologico, sostiene che anche a marzo il freddo può essere intenso, al punto che fa mutare le unghie alla vecchia.


Cu' voli anda e cu' no manda
Chi vuole va e chi no manda qualcun altro 

Il detto sta ad indicare che chi vuole veramente che si realizzi un qualcosa, si da rimbocca le maniche. Chi invece non ha alcun interesse delega qualcun altro al posto suo.


É megghju mámmita û ti ciangi ca 'u suli 'i marzu mu ti tingi 
È meglio che tua madre ti pianga, anziché il sole di marzo ti tinga

È il solito proverbio meteorologico riferito al mese di marzo quando il sole fa brutti scherzi, danneggiando a volte la salute.


D' 'u malu metituri 'nci mpacciunu 'i canneji
Al mietitore svogliato danno fastidio i cannelli

"Quando qualcuno dimostrava poco impegno  nel mietere il grano e nello stesso tempo cercava di dare una personale scusa per la scarsa resa nel lavoro, si citava questo proverbio, secondo il quale  dû malu metituri ‘nci ‘mpáccianu ‘ì canneji, ‘al mietitore svogliato danno fastidio i cannelli’. Si mieteva cû muzzuni, ‘col falcetto’, la cui dentatura rappresentava un serio pericolo per le dita, ragion per cui la maggior parte dei mietitori usava proteggerle usando i canneji, ‘i cannelli’ (figura a lato), ricavati appunto da una canna tagliata in prossimità di ogni internodio, dalla cui parte veniva lasciata intera per potervi infilare il dito, mentre la rimanente parte veniva tagliata a metà, in senso verticale, in modo da coprire e proteggere il dorso della mano. Così strutturate venivano applicate rispettivamente al mignolo e al medio, qualcuno anche all’anulare, della mano con la quale si afferrava il manipolo di grano da mietere." (dal nostro libro ATTIVITÀ E TRADIZIONI A ROCCELLA JONICA FINO AGLI ANNI '50, pag. 14)


'U cani múzzica sempi 'u sciancatu
Il cane morde sempre il disgraziato

  Le disgrazie si abbattono sempre su colui che nella vita è perseguitato dalla sventura. Il proverbio è simile all'altro detto: 'U friddu cadi sempi supa 'u malu vestutu. Come per dire che soffre di più il freddo chi, di solito non ha vestiti sufficienti per ripararsi dal freddo.

'A cumpidenza esti figghja d' 'a mala crianza
La confidenza è figlia della cattiva creanza

  Il detto, di solito, veniva recitato quando si aveva a che fare con minori, ai quali si rimproverava di prendersi molta confidenza, al punto di mancare di rispetto verso gli adulti e di assumere atteggiamenti maleducati.

A' prima d'aprili, adduvi ti mandanu non jíri
Il primo di aprile dove ti mandano non andare

  Attento al pesce d'aprile, potresti incappare in qualche brutto scherzo!

Cu' arrobba ô latru non faci peccatu
Chi ruba al ladro non fa peccato

Il proverbio ci suggerisce che non dobbiamo farci scrupoli di coscienza se rubiamo a chi di solito ruba. Francamente non siamo d'accordo con questa affermazione. Non ci sembra corretto giustificare alcuna ruberia, nemmeno se questa si fa ai danni di uno che ruba per professione. Siete d'accordo anche voi?

Fatti i fatti toi câ campi cent'anni
Fatti gli affari tuoi che vivi cento anni

È preferibile non intromettersi in affari che non ci riguardano, altrimenti ne va della propria pelle. Praticamente è un invito ad essere omertosi. Filosofia spicciola di vita, ma rassicurante.

T'abbaca pemmu fai trizzi e cannola, lu santu ch'é di mármuru non suda
Hai voglia a preparare trecce e cannoli, il santo che è di marmo non suda

Puoi rivolgere quante preghiere vuoi al Santo, tanto non ti può ascoltare perché è solo un pezzo di marmo.

Vróccula e predicaturi doppu Pasca non sérvunu chjuni
Broccoli e predicatori dopo Pasqua non servono più

Passata ormai la festa di Pasqua non servono più né broccoli né predicatori. Il proverbio in questione per noi ha questa versione. Comunque pensiamo che sia accettabile anche quella fornitaci dagli amici che ci hanno risposto.

Vai û ti fai 'a cruci e ti cacci l'occhj
Vai a farti il segno della croce e ti cacci gli occhi

Il detto corrisponde all'altro: "Vai pe' grazia e trovi giustizia". Cerchi di far valere i tuoi diritti e poi, invece, pur essendo dalla parte della ragione, passi a quella del torto.

'U friddu cadi sempi supa 'u malu vestutu
Il freddo colpisce sempre chi non è coperto bene

Il detto sta a significare che le sventure si abbattono sempre sul povero disgraziato.


'A gatta prescialora faci i gattuzzeji orbi
La gatta frettolosa partorisce gattini ciechi

Il proverbio era facile. Esso avverte che quando siamo impegnati in un lavoro non dobbiamo avere fretta, altrimenti va tutto a monte.


'A jestima esti 'i canigghja cu la manda si la pigghja
L'imprecazione è come la crusca, chi la lancia contro qualcuno la raccoglie lui stesso

Il proverbio ammonisce a non parlar male degli altri, altrimenti tutto si potrebbe ritorcere contro se stessi.


Quandu l'amuri non esti di cori è comu la cucina senza sali
Quando l'amore non viene dal cuore è come il cibo senza sale

Il proverbio sta ad indicare che quando non si prova interesse per quello che si fa diventa tutto scialbo e inutile


I guai d' 'a pignata 'i sapi 'a cucchjara chî manija 
I guai della pignatta li conosce il cucchiaio che li mescola

Solo chi è dentro alla situazione conosce l'entità del problema.


 Pati 'u giustu pô peccaturi
Soffre il giusto per il peccatore

A volte capita che le colpe di chi sbaglia ricadono su chi si comporta sempre giustamente.

A ccasa 'i forgiaru trispiti 'i lignu
In casa del fabbro cavalletti di legno

Arturo Franco ci ha dato una risposta esauriente che noi accettiamo: "I "Trispiti" erano dei cavalletti - normalmente di ferro - a sostegno di un tavolato su cui poggiava "u saccuni"  (materasso) riempito di paglia di orzo o foglie di granturco, raramente di crine".

Duru cu' duru non frabbica muru
Duro con duro non fabbrica muro

Il proverbio sta a significare che due tipi ostinati non possono mai andare d'accordo, fra di loro non non ci può mai essere qualcosa di costruttivo, perché ognuno dei due pretende di avere la sua parte di ragione.

Puru 'a regina ndavi bisognu d' 'a vicina
Anche la regina ha bisogno della vicina (di casa, s'intende)

Il proverbio sta a significare che nessuno può considerarsi autosufficiente. Tutti, all'occorrenza, abbiamo bisogno degli altri.

Cu' suffri pe' d'amuri non senti doluri
Chi soffre per amore non sente dolore

Il proverbio sottolinea la forza che può dare l'amore quando è veramente grande: non ci fa sentire dolori!

Grecu a levanti linchi i chini e li vacanti
Greco a levante riempie (i pozzi) pieni e quelli vuoti

Questo proverbio meteorologico sta ad indicare che quando il (vento) greco soffia da levante è carico di umidità, perché viene dal mare (il mare Jonio che bagna Roccella) e quindi porta pioggia in grande quantità, riempiendo quindi tutti i pozzi, sia quelli pieni che quelli vuoti.

Cu' si marita faci festa 'nu jornu, cu' ammazza 'u porcu tuttu l'annu.
Chi si sposa fa festa per un giorno, chi ammazza il maiale (fa festa) tutto l'anno.

Il detto non ha bisogno di spiegazioni. Fa capire che il matrimonio non è rose e fiori, ci sono sempre problemi. Si può essere felici soltanto  il giorno che ci si sposa. Al contrario, chi ammazza il maiale è contento per un intero anno, perché con le frittole le 'cotiche', le salsicce, il lardo e tutto il ben di Dio che si può ricavare con il maiale, ha da mangiare per un intero anno.
   Almeno era così in quei tempi andati, quando il vero problema esistenziale era quello di procurarsi da mangiare giorno dopo giorno.
   E non sempre era facile procurarselo!


'Nu patri faci pê centu figghji, ma centu figghji non fannu pê 'nu patri
Un padre fa per cento figli, ma cento figli non fanno per un padre

Un padre è pronto a sacrificarsi per cento figli, ma cento figli non sono in grado di fare la stessa cosa per un padre. 


T'abbaca mû fai lu lanternaru, si sî distinatu mû mori a lu scuru!
Hai voglia a fare il lanternaio, se sei destinato a morire al buio!

Il significato traslato di questo proverbio sarebbe: 'è inutile tentare di costruirti una vita piena di speranze e di luce, se sei destinato a morire al buio.'
  Il detto ci riporta ai personaggi dei romanzi di Giovanni Verga e, in genere, alla mentalità tipica della gente meridionale, tramandataci dall'antica Magna Grecia. Non possiamo sperare di cambiare la nostra sorte, se il destino ha deciso così. Guai se cerchiamo di modificarla!


'U Signuri nci duna 'u fiscottu a cu' non avi denti!
Il Signore regala il biscotto a chi non ha denti!

Il significato traslato di questo proverbio intende dire che la fortuna capita spesso a chi non ne ha bisogno. Equivale all'altro: "L'acqua scascia nt'abbivaratu", che sarebbe 'L'acqua esonda dove già è stato irrigato'.


Si pécura ti fai, 'u lupu ti mangia
Se ti fai pecora il lupo ti mangia

Cerca di non essere debole nella vita, altrimenti sarai preda di chi è più forte di te. Saggio consiglio vivendo in un mondo di lupi!


A lugliu ogni nuci faci 'u garugliu
A luglio ogni noce fa il gheriglio

È un detto legato al mondo dell'agricoltura di facile interpretazione: A luglio ogni noce comincia a maturare. Il gheriglio praticamente è la parte commestibile che proprio a luglio comincia a prendere forma e consistenza.


Cu' non vitti li pecuri a st'ura, perdíu la lana e la pettinatura
Chi non ha ritrovato le pecore a quest'ora, ha perso la lana e la pettinatura, (cioè la cardatura della lana)

Il detto è, come al solito, di origine contadina, o per meglio dire, pastorale. Sta ad indicare che c'è poco da sperare quando ancora non ci sono segni che le cose non vanno come noi speravamo che andassero.


Puru 'u megghju vinu, si faci acitu
Anche il miglior vino diventa aceto

Il proverbio suggerisce che nelle migliori persone a volte ci possono essere cambiamenti radicali.


C' 'a rroba d' 'u guvernu, cu' non pigghja vaji ô 'mpernu
Con la roba del governo, chi non prende va all'inferno

Esiste un'altra versione più pesante della seconda parte di questo proverbio, suggeritaci dal nostro amico Nicola Asprea che noi per correttezza riportiamo:... cu' non futti vaji ô 'mpernu. Il significato è ovvio e mi pare che in Italia per qualche decennio - ma chi sa per quanto tempo - si sono fatte ruberie ai danni dello Stato, come pare purtroppo il detto voglia consigliare.
  Non sempre i proverbi sono formulati a fin di bene!


Quandu 'a gatta non c'è 'u surici abballa
Quando la gatta non c'è il sorcio balla

Per dire che quando manca il capo, colui che comanda, i subalterni se la spassano allegramente.


Finu a Natali 'nu passu 'i cani, 'i Natali in poi 'nu passu 'i voi.
Fino a Natale un passo di cane, da Natale in poi un passo di bue.

Il proverbio è riferito alle ore di luce giornaliere che dal solstizio di inverno si allungano in modo quasi impercettibile, mentre da Natale in poi la durata della luce diurna è più apprezzabile.


Si voi gabbari lu to' vicinu, cúrchiti prestu e lévati matinu
Se vuoi gabbare il tuo vicino (di casa), coricati presto e alzati di buon mattino

L'invidia, la gelosia e l'impertinenza che c'erano una volta tra vicini di casa, quando si jía videndu quali furnu fuma, spingeva tanti a cambiare abitudini di vita. Il proverbio insegnava appunto che se si voleva ingannare il proprio vicino di casa, abituato a ficcare il naso nella vita privata altrui, occorreva coricarsi presto la sera e svegliarsi di buon mattino per eludere la sua 'sorveglianza.


 Cchjú allisci 'u gattu, cchjù arrizza 'u pilu
(Più tratti bene una persona più ti si rivolta contro) (spesse volte)

Riportiamo la spiegazione del sig. Arturo Franco: "Il proverbio, si intende, non è una sentenza in assoluto, esso è la sintesi della sapienza degli antenati; nel caso specifico, non sempre le persone  trattate bene si rivoltano contro i benefattori, vale per la maggioranza dei casi".

 'U porcu sempi 'a gghjanda si 'nzonna
(Il maiale sempre la ghianda sogna)

Il proverbio viene riferito per quelle persone che hanno in mente una sola idea o un solo pensiero. Capita spesso, ad esempio, entrando in un bar (ma in qualsiasi altro posto), di sentir parlare di un unico e solo argomento: lo sport o le donne, chiodi fissi per tante persone.

 I lignati fannu préviti ed abati
(Le legnate fanno preti ed abati)

I sistemi punitivi con le mani rendono coloro che devono essere educati docili e mansueti proprio come i preti e gli abati


'U friddu cadi sempi supa ô malu vestutu
(Il freddo lo patisce chi è mal vestito)

Le avversità,  le calamità, ecc. colpiscono sempre i più deboli.
Questo dittu è l'opposto di un altro ben conosciuto: L'acqua scascia sempi 'nta bbivaratu

Doppu 'a cinquantina 'nu guaju a' matina
Dopo la cinquantina un guaio alla mattina

 Superati i cinquant'anni, malanni e acciacchi si fanno sentire giornalmente. Si sa che il proverbio, per lo più, ha uno scopo morale ed è pratica esperienza e l'esperienza, in questo caso, ci dice che mezzo secolo fa il proverbio era: "Doppu a quarantina......." Poichè è dimostrato che la vita dell'uomo si è allungata il proverbio, sulla base dell'esperienza, è diventato: "Doppu a cinquantina......" Fra mezzo secolo sarà forse: "Doppu a sessantina .....? Tanto la rima c'è".

Quandu 'u tempu esti 'i jusu, méntiti 'nto pertusu
Quando il tempo viene da meridione (nel caso di Roccella dal mare), riparati in un buco

   Il nostro buon Arturo Franco ci dà una versione diversa, ma che in sostanza dice la stessa cosa: "statti a casa e teni chjusu" e poi ci da il seguito: "Quandu 'u tempu é da muntagna, pigghjia a zappa a vai 'n'campagna. "Forse sono stati gli antichi "marinari 'i Santantoni" - egli dice - a modificare questo "dittu". Infatti la prima parte, a Roccella, è più nota come: "Quandu 'u tempu é dâ marina......(chjiudi tuttu e vai in cantina ecc., ecc.) ad indicare che la pioggia era certa quando arrivavano le nuvole da sud-sud est. Con quelle (visibili) previsioni era azzardato varare le barche per la pesca (quando tale attività era fiorente nel nostro paese)"

Quandu lampa d' 'a muntagna, pighhja 'u suméri e vai pe' ligna
Quando lampeggia alla montagna, prendi l'asino e vai (tranquillamente) a raccogliere legna

   È un altro proverbio meteorologico che ci dice di stare tranquilli quando si vede lampeggiare verso la montagna, perché non c'è pericolo di pioggia, possiamo quindi metterci a lavorare senza il rischio di bagnarsi.

Cu' non símina non cogghj
Chi non semina non raccoglie

   Arturo Franco, accanto alla nostra, ci fornisce un'altra versione che in sostanza vuol dire la stessa cosa: Cu' non símina non meti ('non miete'). Dietro il significato metaforico: se nella vita non ci si dà da fare, non si possono ottenere risultati concreti

'A manzogna adduvi abbisogna
La menzogna dove bisogna

   Non è bene essere bugiardi, però, quando la verità può far star male qualcuno, è consentito dire qualche menzogna

Prima 'i Notali, né friddu né fami; 'i Notali in poi, quantu ndi voi
Prima di Natale nè freddo nè fame; di Natale in poi quanto ne vuoi

   Prima di Natale non fa tanto freddo ed è facile trovare da mangiare. Dopo Natale cominciano i guai perché diventa sempre più difficile scaldarsi e trovare cibo

Né fimmina né tila a' luci d' 'a candíla
Né donna né tela si possono scegliere alla luce della candela

  Gli "affari" vanno fatti alla luce del sole e non con leggerezza.

Jennáru scorcia i vecchj ô focularu
Gennaio scortica i vecchi al focolare

   Siamo già a gennaio, il mese più freddo dell'anno, e le persone anziane, i vecchi patiscono il freddo più di tutti. Per questo motivo essi stanno seduti permanentemente davanti al focolare per stare al caldo. Fino ad 'arrostirsi' ! ! !

Abbaca mû lu vesti di sita, puzza sempri di quagghiata
Hai voglia a vestirlo di seta, puzza sempre di cagliata

Anche se lo vesti con abiti nuovi, si porta sempre dietro il tanfo di caglio. Serve a specificare che il tamarro è sempre tamarro anche se si rinnova nell'aspetto esteriore.

Cu' manija, non penija.
Chi maneggia, non soffre

Chi ha in mano la gestione del potere o di organizzare e disporre di determinati beni pubblici o privati, ne ricava sempre qualche beneficio per sé.

Sciacqua Rosa e mbivi Agnesi.
Sciacqua Rosa e beve Agnese

Il detto solitamente si dice ogni qual volta due o più persone si danno alla pazza gioia, fregandosi di tutto e di tutti.

'U pisci randi si mangia 'u pisci picciulu.
Il pesce grande mangia il pesce piccolo

Il più forte vuole sempre avere ragione sul più debole. Il proverbio ci ricorda la famosa favoletta di Fedro Lupus et agnus. A nulla sono valse le ragioni dell'agnello che cercava di difendersi dalle accuse infondate del lupo e così questi alla fine lo divora con le sue fauci fameliche. Il nostro Arturo Franco aggiunge: Esempi di applicazione del proverbio nel corso di ogni epoca e nella vita quotidiana non mancano:"di fronte allo strapotere e all'arroganza, a qualunque titolo usata dal più forte, il debole soccombe sempre."

Fatti pistuni câ pari baruni.
Indossa abiti eleganti che sembrerai barone

Il detto mette in evidenza che se sfoggi abiti eleganti, sarai preso per un titolato. Allo stesso modo se ti costruisci una bella casa o ti compri un oggetto di lusso meriti di appartenere ad un ceto sociale superiore.

'U porcu sempi agghjanda si 'nzonna.
Il maiale sogna sempre la ghianda

Il proverbio, proposto già qualche altra volta, viene riferito per quelle persone che hanno in mente una sola idea o un solo pensiero. Capita spesso, ad esempio, entrando in un bar (ma in qualsiasi altro posto), di sentir parlare di un unico e solo argomento: lo sport o le donne, chiodi fissi per tante persone.

I cosi câ notti câ matina párunu.
Le faccende (compiute) di notte compaiono la mattina

È inutile cercare di nascondere la verità, prima o poi essa viene a galla.

Quandu 'a gatta 'on arriva ô salatu dici ca feti
oppure: dici ca puzza
oppure ancora:
dici ch'é ráncitu
Quando la gatta non arriva al lardo dice che puzza, oppure ch'é rancido

l proverbio ci fa venire in mente la favoletta di Fedro della volpe e l'uva. La volpe non potendo raggiungere l'uva, perché alta, si consola dicendo: "Nondum matura est" 'non è ancora matura'. La stessa giustificazione si dà chi, essendo nell'intento di raggiungere un obiettivo, lo fallisce.

I figghjoli s'ennu brutti e s'ennu beji a l'occhj d' 'a mmamma sunnu cavaleri
I figli se sono brutti e se sono belli, agli occhi di mamma sembrano cavalieri

I figli sono la gioia per ogni famiglia, soprattutto per la madre. Il proverbio somiglia a quello napoletano: "Ogni scarrafone è bello a mamma soia". Ovvero: 'Ogni scarafaggio è bello a mamma sua'. In effetti l'amore materno deve essere talmente grande che fa superare la vista di eventuali imperfezioni estetiche eventualmente presenti in qualche bambino.

Quandu canta 'u merru, simu â fini d' 'u 'mbernu
Quando canta il merlo siamo alla fine dell'inverno

Molti sono i detti sulla fine dell'inverno. Uno di questi ci dice che è il merlo a indicarci quando termina la brutta stagione. Sarà vero?

'A megghju morti  esti 'a subitagna
La migliore morte è quella subitanea

Il significato di questo proverbio è immediato: è preferibile una morte improvvisa, anziché una morte dopo una lunga e penosa malattia.

'A 'nzalata voli pocu acitu e assai manijata
L'insalata vuole poco aceto e assai rimescolata (con le mani)

  Per il significato di questo proverbio abbiamo avuto il supporto del nostro ormai provetto consulente esterno, Arturo Franco, il quale recita così: "A 'nzalata voli pocu acitu, d'ogghju 'na bona ogghjata, 'i sali 'na pizzicata e 'nu pacciu pâ miscitata (Quando si vuol fare una buona insalata bisogna essere generosi con l'olio, aggiungere un pizzico di sale, poco aceto e farla girare da un pazzo)".
  E aggiunge: "Vi è pure un'altra versione che è similare alla predetta: Pe' fari 'na bona 'nsalata nci voli 'nu tirchju p'acitu, 'nu giustu po' sali e 'nu pacciu pe' l'ogghju (Per ottenere una buona insalata l'aceto deve essere messo da un avaro, l'olio da un pazzo e il sale da un uomo equilibrato".


'A nivi 'i marzu dura quantu i pecuri 'nto jazzu
La neve di marzo dura quanto le pecore nell'agghiaccio (ovile, ricovero all'aperto)

  Le pecore, di solito, stanno tutto il giorno al pascolo. Stanno dentro l'ovile la notte, solo il tempo per dormire, cioè per poco. Anche la neve di marzo ha poca durata in quanto, si presume, i tepori primaverili cominciano (o dovrebbero cominciare) a farsi sentire. 
  Il nostro Arturo Franco ci dà una risposta diversa nella formulazione, ma identica nella sostanza. Ecco come ci risponde:
"'A nivi 'i marzu dura quantu 'na servitura 'nta 'nu pilazzu 'La neve di marzo dura quanto una domestica in un palazzo' (cioè dura poco).
  Però, a sentire le condizioni meteo, quest'anno il proverbio non si addice tanto".
  Parole esatte!


'U bonu tempu d' 'a matina pari
Il tempo buono si vede dalla mattina

  Il significato è ovvio: le previsioni circa la buona riuscita di un affare, un fatto, un'azione si possono 'diagnosticare' sin dall'inizio.


Guai nta chija casa chi canta 'a gajina
Guai in quella casa dove canta la gallina

È, senza dubbio, un detto che non ammette mezzi termini: in una famiglia se a comandare è la donna ci sono soltanto guai

Quandu Pasca cadi ammarzata o pesti o mal'annata
Quando Pasqua cade nel mese di marzo o peste o cattiva annata

La maggior parte dei proverbi è di origine contadina. L'esperienza insegna che è un brutto segno se la Pasqua ricorre nel mese di marzo, perché ci possono essere molti guai: o malattie o cattivi raccolti 

'I marzu, 'u vintiddúi, veni 'a Pasca cchjú vascia;
d'aprili, 'u vinticincu,
arriva e non 'a passa
Il 22 di marzo, viene la Pasqua più bassa;
il 25 aprile arriva (Pasqua) e non lo passa.

Pasqua è una festa mobile e questa sua mobilità dipende dal ciclo lunare. In conseguenza di ciò, la sua ricorrenza oscilla tra il 22 di marzo (la Pasqua più bassa appunto) e il 25 aprile (la Pasqua alta).

'U paru cerca paru e u latru sciampagnuni
Il pari cerca un suo pari e il ladro la cattiva compagnia

Il significato è ovvio: nella vita si va sempre alla ricerca di chi ci somiglia psicologicamente e moralmente.

Acquazzina non linchi puzzu
Acquerugiola non riempie pozzo

Non si realizzano grandi cose se l'impegno è scarso

Abitu non faci monacu e chíchira non faci préviti
L'abito non fa il monaco e la chierica non fa il prete

Non bisogna farsi ingannare dall'aspetto esteriore delle persone, poiché l'apparenza può sempre ingannare.

Apríli: non cacciári  e non mentíri
Aprile: non togliere e non mettere

Occorre essere cauti con il vestire nel mese di aprile, cercare di non eliminare abiti, per non essere leggeri e buscarsi qualche malanno, né  aggiungerne altri per non sudare e quindi stare a disagio.

'Nu papa mori, 'n'attru papa fannu e li romani sempi 'n festa sunnu
Un papa muore, un altro papa eleggono e i romani sempre in festa sono

Proverbio di facile interpretazione e di stretta attualità.

'A festa trasi dâ porta e nesci d' 'a finestra
La festa entra dalla porta ed esce dalla finestra

Nessuna cosa in questo mondo è destinata a durare a lungo, a maggior ragione una festa che non ha avuto tempo di entrare dalla porta che già se ne esce dalla finestra.

Figghjóli pícciuli, guai pícciuli; figghjóli randi, guai randi
Figli piccoli, guai piccoli; figli grandi guai grandi

Fin tanto che i figli sono  piccoli i problemi ci sono, ma di lieve entità; i guai diventano grandi quando i figli crescono, con i loro problemi e le loro esigenze

'A vera maritata, luntana d' 'a sócira e d' 'a canata
La vera maritata, lontana dalla suocera e dalla cognata

Non occorre dare spiegazioni: il detto ammonisce che una donna quando si sposa, per vivere una vita tranquilla, deve stare lontana sia dalla mamma che dalla sorella del marito.

I suméri si mingrijanu e i baríji lévanu 'a furia
Gli asini litigano e i barili subiscono le conseguenze

Capita a volte di trovarci coinvolti nostro malgrado nei pasticci che combinano altri

A maju non pigghjari sumeri,
a Pasca non pigghjari mugghjeri  

A maggio non prendere asino, a Pasqua non prendere moglie

Il detto consiglia di non comprare asini a maggio, perché in questo mese i suméri arragghjanu e di non prendere moglie a Pasqua, perché in questa occasione le donne nascondono il loro vero aspetto fisico abbellendosi.

Si rispetta 'u cani p'amúri d' 'u patruni  
Si rispetta il cane per amore del padrone

Tante volte, per poter ottenere il favore di qualche persona, dobbiamo tenerci buono anche il suo cane

'U cani c'abbaja assai, múzzica pocu  
Il cane che abbaia assai, morde poco

Corrisponde all'italiano "CAN CHE ABBAIA NON MORDE". In altri termini il detto si cita ogni qual volta c'è qualcuno che con i suoi sproloqui sembra voglia mangiarsi il mondo, ma in realtà non conclude nulla

'U mangiari senza mbivíri esti comu 'u tronári senza chjovíri
Il mangiare senza bere è come il tuonare senza piovere

Mangiare senza bere (vino s'intende) non ha senso, appunto come quando tuona e però non piove. Ogni cosa deve avere il suo giusto corrispettivo. 

Quandu 'u diávulu t'accarizza voli l'anima
Quando il diavolo ti accarezza vuole l'anima

Il detto ammonisce a non lasciarsi suggestionare da proposte poco chiare e poco pulite, rischieremmo di compromettere la nostra coscienza

L'omu gelúsu mori cornutu
L'uomo geloso muore cornuto

Succede proprio così: chi è troppo geloso finisce per essere tradito

'Mpara l'arti e méntila da parti
Impara l'arte e mettila da parte

Il detto consiglia, anzi consigliava ai giovani, quando ancora la nostra società era di tipo agrario e artigianale, di imparare un mestiere l'arti: il falegname, il calzolaio, il fabbro e di tenerla in serbo per quanto si diventava grandi e c'era la necessità di esercitare un'attività per portare avanti la propria vita o la propria famiglia. Saggio consiglio!

'U saziu non cridi ô dijúnu
Il sazio non crede a chi è a chi è a digiuno

Chi ha la pancia piena non crede (o non pensa) che c'è chi ha fame


Occhju non vidi e cori non doli
Occhio non vede e cuore non duole

Quando capita di non si assistere ad una situazione spiacevole, non si prova dolore


Non jiri videndu quali furnu fuma
Non stare a vedere quale forno fuma

Con questo detto si vuole ammonire chi s'impiccia degli affari altrui, invitandolo a non farlo.


L'ospiti è comu 'u pisci, doppu tri jorna puzza
L'ospite è come il pesce, dopo tre giorni puzza

Prendere un ospite in casa non conviene perché si creano problemi di convivenza, soprattutto se la permanenza si protrae per più giorni.


'U suvérchju ruppi 'u cuperchju
Il soverchio rompe il coperchio

Corrisponde al detto italiano "la goccia che fa traboccare il vaso". Se si superano certi limiti, diventa tutto intollerabile.


Megghju moréndu e dassándu, ca campandu e disijandu
Meglio morendo e lasciando, anziché campando e desiderando

È preferibile morire nell'abbondanza, anziché continuare a vivere senza poter soddisfare i propri desideri (mangiare, vestirsi, ecc.)


A Sant'Anna i fica supa 'a canna
A Sant'Anna i fichi sulla canna

A Sant'Anna - e cioè il 26 Luglio - i fichi vengono esposti al sole su un supporto di canna ('a spartína) per essere essiccati


Gutti vecchja faci 'u vinu bonu
La botte vecchia fa il vino buono

Corrisponde all'italiano: "Gallina vecchia fa buon brodo" per indicare, fuori di metafora, che una persona, avanti negli anni e dotata di lunga esperienza, è affidabile ed è un soggetto su cui è possibile fare affidamento.


Staci bonu unu, finu a quandu voli l'attru
Sta bene uno, fino a quando non lo vuole l'altro

È un detto che si ripete molto frequentemente per indicare che non si può mai stare in pace: quando pensi di essere tranquillo, c'è sempre qualcuno che viene a romperti l'anima. Pazienza, così va il mondo!


Acqua, focu e pani non si neganu mancu ê cani
 Acqua, fuoco e pane non si negano nemmeno ai cani

È un detto che si ripete molto frequentemente per indicare che non si può mai stare in pace: quando pensi di essere tranquillo, c'è sempre qualcuno che viene a romperti l'anima. Pazienza, così va il mondo!


Sapi cchjú 'u pacciu a casa sua, ca 'u saviu 'a casa d'attri
Sa più un matto a casa sua, che il savio in casa d'altri

Somiglia all'altro proverbio dialettale: I guai d' 'a pignata i sapi a cucchjara chi maníscita (i guai della pignatta li conosce il cucchiaio che li mescola). Fuor di metafora: solo chi vive i suoi problemi è in grado di valutarne l'entità. Non ci possono essere esperti che al nostro posto possono dare risposte alle nostre esigenze


Omu mutu, non po' éssiri servútu
Uomo muto non può essere servito

Per ottenere ciò che ci serve, bisogna parlare. Nessuno viene a chiederci ciò di cui abbiamo bisogno, se non facciamo espressa richiesta verbale


A quandu a quandu ca fici barrítta, l'ómini nescíru senza testa
Mi ero messo a produrre beretti e gli uomini sono nati senza testa

Ho iniziato un'impresa, un'attività particolare ed ecco che sono venute meno le condizioni necessarie per poter realizzare il mio progetto 


Dî morti 'a nivi arrétu 'e porti
Alla ricorrenza dei morti la neve è dietro le porte

Il detto sta ad indicare che già il due novembre, ricorrenza dei defunti, comincia a fare freddo e la neve è prossima a cadere  


Cu' mangia cu' ddui vucchi s'affúca
Chi mangia con due bocche (rischia di) soffoca(re)

Corrisponde all'italiano: "Chi troppo vuole, nulla stringe". Il detto vale per gli ingordi che a forza di far proprio ciò che può sembrare loro utile e necessario, rischiano di andare in rovina.

Non tutti i jídita d' 'a manu sunnu i stessi
Non tutte le dita della mano sono uguali

Non tutti siamo identici e, per fortuna, non tutti la pensiamo allo stesso modo. Guai se così fosse: il mondo sarebbe una monotonia!

'U médicu pietúsu faci 'a piaga cancarinusa
Il medico pietoso rende la piaga cancrenosa

In determinate circostanze non è bene mostrarsi deboli di carattere, occorre adottare fermezza ed estrema decisione

'Na nuci 'nta 'nu saccu no' scrusci
Una noce in un sacco non fa rumore

È un detto di notevole efficacia icastica. Praticamente vuole rappresentare realisticamente un concetto molto semplice: chi è solo non può conseguire i risultati che necessariamente si possono ottenere operando insieme con gli altri. Corrisponderebbe all'italiano: "Una rondine non fa primavera". Oppure: "L'unione fa la forza". Viene in mente il racconto di quel contadino che cerca di convincere i figli a stare sempre uniti, e per mostrare loro quanto fosse importante ciò, prese una verga e la spezzò. Poi prese altre verghe, le legò in un fascio e invitò uno per uno i suoi figli a romperlo. Nessuno ci riuscì. - Vedete - disse il contadino - quando si è soli è facile soccombere, ma quando si sta tutti insieme uniti, difficilmente le avversità della vita potranno abbattervi.

Cu' dassa a strata vecchja p' 'a' nova
sapi chi dassa, ma non sapi chiju chi trova

Chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quello che lascia ma non sa quello che trova

È un detto riscontrabile anche nella lingua italiana. Per il suo significato, riportiamo quanto ci ha spiegato Arturo Franco: "Non è opportuno abbandonare le abitudini consolidate per le novità. Queste ultime, sconosciute, potrebbero riservare amare sorprese".

Ómini 'i vinu, cantu a carrinu
Uomini di vino canto a carlino

Il detto è riferibile agli uomini che amano bere vino e cantare.

Comu tira 'u ventu menti 'a vila
Come tira il vento metti la vela

Il detto, suggerendo di adeguarsi alle circostanze, (metaforicamente mettendo il vento dalla parte dove soffia il vento) sembra voler dire che nella vita bisogna essere opportunista. In altri termini, se vuoi ottenere dei benefici per te vantaggiosi, devi fare in modo di essere sempre dalla parte che per te è favorevole.

'A casa senza l'omu esti senza nomu
La casa senza un uomo è senza nome

È senza dubbio un proverbio maschilista: una casa senza la presenza di un uomo non può avere prestigio, perché anonima 

Ammúccia cummari ca tutti pari
Nascondi comare che (siamo) tutti pari

Il detto sta a significare che in una situazione in cui tutti sono colpevoli, nessuno è colpevole e quindi conviene non rivelare le manchevolezze di ciascuno, in modo da essere tutti uguali nei confronti dell'etica.

Camina, camina, ca ti cardíjanu i pedi
Cammina, cammina che ti si scaldano i piedi

Il detto di solito veniva rivolto ad un perditempo, il cui scopo principale era quello di infastidire e così, per mandarlo a quel paese, lo si sollecitava a togliersi di torno.

Sangu cu' sangu s'arrusti, ma non si mangia
Sangue con sangue si arrostisce, ma non si mangia.

Tra parenti ci si può scontrare e dirsi di tutti i colori, ma non ci si arriva mai a scannare.

Belli e brutti 'a terra sî ghjutti
Belli e brutti la terra se li inghiotte

Di fronte alla morte siamo tutti pari

Cu' joca sulu non perdi mai
Chi gioca da solo non perde mai

Il detto ha il significato che ha

Mali non fari  e paura non avíri
Male non fare e paura non avere

È un precetto morale che ammonisce a non fare del male, perché così si evita di avere paura di qualche ritorsione.

Gutti china e mugghjéri 'mbiaca
Botte piena e moglie ubriaca

Il detto esiste anche in italiano ed sta ad indicare quando uno (ab)brama più del necessario.

Cu' cunta, menti 'a junta
Chi racconta un accaduto, mette l'aggiunta

Chi riferisce cose dette da altri di solito aggiunge altre cose che si è inventate. Bisogna, quindi, stare molto attenti alle dicerie e non prendere per oro colato quanto ci capita di sentire in giro.

'U jovi lardaloru (da lardo 'grasso'),
cu' non havi carni s'impigna 'u figghjolu
Il giovedì lardaloro (e cioè il giovedì grasso)
chi non mangia carne deve dare come pegno il figliolo

Il giovedì grasso è obbligatorio mangiar carne, al punto che, chi non ha i soldi, per procurarseli e poter comprare la carne, può dare in pegno il proprio figliolo.

'U bonu tempu d' 'a matína pari   
Il bel tempo si vede dal mattino

L'apparente proverbio meteorologico sta ad indicare che, in un'impresa nuova che si intraprende, dagli indizi iniziali si capisce se tutto va a buon fine o meno. C'è un altro dittareju simile: 'A matinata faci 'a jornata.

Si boi û perdi un amicu, préstinci sordi o fallu zzitu    
Se vuoi perdere un amico, prestagli soldi o
trovagli una fidanzata

Prestare soldi ad un amico o trovargli una fidanzata, sono le occasioni giuste per interrompere un'amicizia.

I parenti su' comu i stivali,
cchjú sunnu stritti e cchjú fannu mali

I parenti sono come gli stivali,
più sono stretti e più fanno mal

Il detto avverte a stare attenti ai parenti stretti, perché è facile ricevere da questi sorprese spiacevoli. Ma per fortuna non tutti i parenti sono così!

A ciangíri 'nu mortu su' lácrimi persi
A piangere un morto sono lacrime perse

Il proverbio avverte che, dopo che succede un fatto increscioso irrimediabile, è vano angustiarsi.

Cu' nci lava 'a testa dû suméri
perdi l'acqua e lu sapúni

Chi lava la testa all'asino, perde l'acqua e il sapone

E' inutile cercare di convincere uno che è cocciuto che sta sbagliando, si perde il proprio tempo.

Quandu nesci 'u suli a la siráta
'u jornu dopu é 'na bella jornata

Quando c'è il sole alla serata
il giorno dopo è una bella giornata

Proverbio meteorologico: Se il giorno precedente tramonta con il sole, possiamo essere certi che il giorno successivo sarà una bella giornata.

Cu' ndavi dinári pocu, sempi cunta,
cu'ndavi 'na mugghjéri bella sempi canta

Chi ha dinari pochi, sempre conta
chi ha una moglie bella sempre canta

Chi ha pochi soldi è sempre a fare i conti con la sua indigenza. Chi invece ha una bella moglie è contento e di conseguenza canta sempre.

'Nta l'ortu
nci voli 'n'omu mortu

Nell'orto ci vuole un uomo morto

La metafora sta ad indicare che per fare l'ortolano è necessario dedicarsi anima e corpo nel lavoro e nella cura degli ortaggi.

Astutamu 'sta luméra,
simu tutti 'i 'na manéra
Spegniamo questa lumiera,
siamo tutti di una maniera

Somiglia all'altro: Ammuccia cummari, ca tutti pari. In altri termini quando c'è un obiettivo comune da raggiungere, occorre non mettere in evidenza le pecche degli altri, altrimenti possono venire a galla le proprie. Il consiglio è, dunque, tacere e sopire.


Si jetta avanti
pe' nommu pendi arredu
Si piega in avanti per non pendere dietro.

È la classica situazione di chi si sente in colpa e anticipa una parte di verità, per evitare di ricevere dopo qualche rimprovero pesante ('na cazzijiata, tanto per intenderci).


Megghju 'n'ovu oji
ca 'na gajina domani
Meglio un uovo oggi, che una gallina domani

È un proverbio che esiste anche in italiano ed esorta ad accontentarsi di quel poco che si ha oggi, e non aspettare per il futuro qualcosa in più che forse non si potrà avere.


'I vénnari e di marti
non si spusa e non si parti
e non si dá principiu all'arti

Di venerdì e di partedì non ci si sposa e non si parte e non si dà inizio all'arte

È ancora abitudine credere che porta male intraprendere progetti importanti, quali: matrimoni, partenze e inizio d'opera nei giorni di venerdì e di martedì. Superstizione o no, ci creda chi vuole!


Aprili faci i hjuri
e maju ndavi l'onuri

Aprile fa i fiori
e maggio ha gli onori

Proverbio meteorologico per dire che aprile fa la fatica a far sbocciare i fiori, ma è poi maggio ad essere considerato il mese dei fiori.


Cu' ndavi, faci navi
e cu' no, perdi chiju chi ndavi

Chi ha, fa nave
e chi no, perde anche quello che ha

Chi è ricco diventa sempre più ricco, perché la ricchezza materiale che possiede crea altra ricchezza. Chi non è ricco, rischia di perdere anche quel poco che ha.


Cu' faci gabbu, ncappa
Chi fa gabbo, incappa

Chi sottopone a severa critica o a irrisione un'altra persona che ha compiuto un'azione riprovevole, può incorrere nello stesso errore. Il proverbio consiglia, quindi, di astenersi dal pronunciare giudizi sull'operato degli altri.


'U Signuri 'nci manda 'u pani
a cu' non havi denti
Il Signore manda il pane a chi non ha i denti

A volte, secondo questo proverbio, anche il Signore incorre in qualche svista: invece di sostenere chi ha i requisiti giusti, aiuta chi non ce li ha.


Adduvi canta 'a gajína
non esti mai matína

Dove canta la gallina
non è mai mattina

Brutto segno se in una casa a comandare è la donna. È quanto ammonisce questo proverbio significativo.


Stuppa mi dasti e stuppa ti filai,
tu mi tingisti ed eu t'annigricai
Stoppa mi hai dato e stoppa ho filato
tu mi hai tinto ed io ti ho annerito

La stoppa è una fibra tessile ruvida e per niente adatta a realizzare tessuti di pregio. Secondo il significato metaforico, il detto si ripete ogni qual volta si ha a che fare con roba scadente, dalla quale non si può ricavare niente di eccezionale, nonostante le buone intenzioni per migliorare la situazione.


Sciroccu e levanti
stáncanu Diu e i santi

Scirocco e levante
stancano Dio e i Santi

Proverbio meteorologico che sta ad indicare che il tempo, quando  gira a scirocco e levante, cioè a tempo umido e piovigginoso, dura così a lungo che perfino Dio e i Santi non lo riescono a sopportarlo.


'A gajina chi faci caminu
si ricogghj cu' gozzu chinu.

La gallina che fa cammino
rientra con il gozzo pieno

Il significato metaforico è evidente: solo chi si dà da fare per trovare lavoro, torna a casa con i suoi guadagni.


I nipúti pútili
I nipoti pòtali

C'è da avere poca fiducia nei nipoti. Se ne ha poca nei propri figli, di questi tempi, figuriamoci nei nipoti ed è consigliabile tagliarli.


Parenti,
amara casa chi non havi nenti
Parenti,
povera casa che non ha niente

È preferibile avere parenti in quanto ci si sente più sicuri e difesi nei confronti delle avversità. Viceversa va alla malora quella famiglia che non possiede alcun familiare su cui fare affidamento. È pur vero che esiste l'altro detto: I parenti su' comu i stivali, cchjù sunnu stritti, cchjù fannu mali.  E poi in italiano si recita: Parenti serpenti


S'accatti 'u porceju,
guarda prima 'a troja

Se compri il porcello, guarda prima la scrofa

Prima di valutare un fatto e esprimere su di esso un giudizio, occorre risalire alla sua causa o alla sua origine.


L'omu chi voli û staci in paci
dassa û
cumanda a mugghjeri e iju taci

L'uomo che vuole stare in pace
lascia comandare la moglie e lui tace

Proverbio di chiaro significato, adatto a quel marito che lascia fare alla moglie, ubbidendo supinamente e senza alzare mai la parola.


'U pani
esti ô pizzu d' 'a timpa

Il pane è
sulla cima della montagna

Non è facile guadagnarsi il pane. Occorre darsi molto da fare per poterlo conquistare.


Acquazzina
non linchi puzzu

Acquerugiola non riempie pozzo.

Come la pioggerella non è in grado di riempire un pozzo, così un fatto o una persona di poco conto non può avere conseguenze significative.


Cu' non sapi u vindi
chjidi 'a putiha

Chi non sa vendere
(è destinato a) chiude(re) bottega

Nel proprio mestiere occorre essere preparati ad affrontare qualsiasi evenienza, altrimenti si rischia il fallimento.


Cu' s'arza c' 'a matina
guadagna 'na carrina;
cu' s'arza a menzijornu
guadagna 'nu cornu

Chi si alza di (buon) mattino
guadagna un carlino;
chi si alza a mezzogiorno
guadagna un corno

Chi si crogiola a letto fino a mattina tardi non può sperare di fare buoni guadagni.


'A gajina faci l'ovu
e d' 'u gaju nci abbruscia 'u culu.

La gallina fa l'uovo
e al gallo brucia il culo.

In un rapporto a due capita spesso che c'è quello che lavora di più; l'altro, che è uno sfaticato, simula stanchezza e qualche dolore proprio in quella parte del corpo che il primo ha usato per realizzare il lavoro. Il proverbio è simile all'altro: 'A crapa figghja e 'u crapuni si spremi.


'A gajina faci l'ovu
e d' 'u gaju nci abbruscia 'u culu.

La gallina fa l'uovo
e al gallo brucia il culo.

In un rapporto a due capita spesso che c'è quello che lavora di più; l'altro, che è uno sfaticato, simula stanchezza e dolore proprio in quella parte del corpo che il primo ha usato per realizzare il lavoro. Il proverbio è simile all'altro: 'A crapa figghja e 'u crapuni si spremi.


'U pignataru menti 'a manica adduvi voli
Il vasaio mette il manico dove vuole

Corrisponde all'altro proverbio: Attacca 'u ciucciu adduvi voli 'u patruni. Chi comanda decide lui cosa fare.


Parra pocu, senti assai,
ca non sbagghji mai

Parla poco, senti assai
che non sbagli mai

È praticamente un invito a farsi gli affari propri, ma a tenere le orecchie sempre ben aperte.


Gajina vecchja faci bon brodu
Gallina vecchia fa buon brodo

Le persone anziane sono in genere sagge e avvedute e da loro ci si aspetta sempre consigli utili e ponderati.


Quattru occhji vidunu cchjiú 'i dui
Quattro occhi vedono più di due

Per prendere una decisione importante occorre che si rifletta non da soli, bensì insieme con qualcun altro perché ragionando in presenza di altre persone c'è la possibilità di cogliere meglio i molteplici aspetti di un determinato fatto.


Jennáru puta paru
Gennaio pota paro

È un detto legato al mondo dell'agricoltura. Gennaio, quando la vita vegetale è a riposo, è il momento giusto per procedere ai lavori di potatura in campagna.


Acqua, focu e pani
non si neganu mancu ê cani

Acqua, fuoco e pane
non si negano nemmeno ai cani

Il detto non ha un significato simbolico, ma rispecchia quello letterale delle parole, per dire che anche i cani hanno diritto a bere, riscaldarsi e mangiare.


Loda a Diu sopra ogni cosa,
ma non partíri mai da casa senza spisa

Loda Dio sopra ogni cosa,
ma non partire mai da casa senza spesa

Questo detto sta ad indicare che, oltre ad essere sempre in grazia di Dio, occorre anche pensare a se stessi, nel senso che nel partire da casa per recarsi a lavoro, in particolare in campagna, occorre portarsi da mangiare ('a spisa).


'U lipíci (il libeccio),
mai beni fici

Il libeccio
mai bene fece

È un proverbio meteorologico indicante che il libeccio (vento che spira da sud ovest e cioè dalla Libia da cui il nome), non ha mai fatto cose buone. Quando esso soffia, infatti, provoca notevoli danni a persone e a cose. C'è un seguito ...e chiju pocu ('i beni) chi fici, sû mangiau 'a pernici nel senso che quel poco di bene che ha fatto è stata cosa così piccola da essere imboccata da un uccello, tipo una pernice.


Cu' di speranza campa,
disperatu mori
Chi campa di speranze,
muore disperato

È sacrosanto nutrire speranze nella vita, ma occorre anche darsi da fare affinché le proprie aspettative si realizzino, altrimenti si rischia di restare con un pugno di mosche in mano e morire disperato, come appunto dice il proverbio.


Quandu 'u patri faci 'u carnalevari,
i figghji fannu
corajisima
Quando il padre fa carnevale,
i figli fanno quaresima

Un padre, che pensa solo a scialacquare, costringe i figli a vivere nella miseria.


A settembri e a frevaru
notti e jornu sunnu
paru
A settembre e a febbraio
notte e giorno sono pari

Il proverbio non sembra essere esatto. A settembre, va bene, c'è l'equinozio e la durata della notte è uguale a quella del giorno , ma a febbraio non è possibile questo. Bisogna attendere marzo con l'arrivo della primavera.


'Nta gramigna
chjanta ranu e non chjantari vigna

Nella gramigna
pianta grano e non piantare vigna

È un proverbio legato al mondo contadino, che ammonisce a non impiantare un vigneto là dove cresce la gramigna, bensì a coltivare grano.


Parra d' 'u diavulu
e spúntunu i corna

Parla del diavolo
e spuntano le corna

Un detto per significare che proprio nel momento in cui si parla di una persona, capita che questa stessa persona appare improvvisamente.


Essiri ténimi ca cadu
Essere tienimi che cado

Esti o essiri ténimi ca cadu era (ed è ancora) un modo di dire per far capire la precarietà di una situazione o la debolezza di una persona che non ha più la forza fisica per reggersi in piedi.


'Na tavula 'i cozzu
e 'na fimmina curcata
ponnu cchjú di 'na tonnellata.

Una tavola di cozzo
(a coltello)
e una donna coricata
possono più di una tonnellata.

È un proverbio a sfondo erotico in cui si paragona un'asse messo a coltello ad una donna languidamente stesa sul letto nella capacità di reggere tutte e due pesi enormi.


Risu, frascatuli e latti
léviti e
scotulatti.
Riso, polenta e latte
alzati e scuotiti.

Il riso, la polenta e il latte da soli non riescono a mantenere in piedi una persona.