L'A. C. "Roccella Com'era",
augura a tutti voi Buon Natale
e Felice Anno Nuovo 2011 a tutti Voi, ai Vostri Familiari e Amici.
Operare
sinergicamente per la crescita del nostro territorio
“Roccella in movimento” e "Roccella com'era"
a la “Festa del prim'olio e del vino nuovo”
Sabato 4 dicembre, nell’antico Borgo
di Roccella Jonica, si è svolta la “Festa del prim'olio e del
vino nuovo” con una discreta partecipazione di visitatori,
promossa da “Roccella in movimento” con la collaborazione della
nostra associazione e di alcune aziende locali. Noi di “Roccella
com’era”, consapevoli della bontà di questa iniziativa, abbiamo
offerto di buon grado il nostro contributo a questo sodalizio
guidato da Stefania Farina, da poco costituitosi e che conta già
numerosi iscritti, in gran parte giovani.
La manifestazione ha avuto lo scopo di offrire ai
visitatori un momento di riflessione su alcune realtà presenti sul
territorio (associazioni e attività produttive, in particolare:
“Oleificio Villa Ada”, “Cantine Lavorata” ed “Orizzonte verde”) le
quali nell’insieme, ciascuna nel proprio ambito di competenza,
lavorano per la crescita del territorio. Nella foto il punto di
ritrovo enogastronomico per numerosi visitatori
Per quanto ci riguarda, la nostra
collaborazione si è concretizzata dal profondo convincimento che
l’azione intrapresa dagli amici di “Roccella in movimento” è in
perfetta sintonia con quanto da più di un decennio ormai va facendo
“Roccella com’era” e cioè valorizzare le attività e le tradizioni
locali, ivi comprese anche quelle enogastronomiche che, in buona
sostanza, rappresentano la nostra vera identità culturale.
Nella foto le attive e operose socie di "Roccella in movimento"
alla presa con la distribuzione delle gustose pietanze da loro
preparate.
Durante la serata è stato messo in
palio un caprettino da adottare.
Il visitatore che si avvicinava nel dire il peso esatto di questa
timida bestiola la si aggiudicava in premio
Ciò che maggiormente ha determinato la
nostra cooperazione all'iniziativa di "Roccella in movimento" è
stato l’ ‘aggancio’ se così si può dire, con questo gruppo, ai quali
abbiamo potuto veicolare specifici contenuti culturali del mondo
contadino, da noi studiati e pubblicati di recente, al fine di
conservarne la memoria storica. In altri termini, in questa
occasione, a questi nostri amici abbiamo comunicato il faticoso
lavoro che si svolgeva una volta ‘nto troppitu ‘nel frantoio’
a trazione animale e umana e loro poi, facendolo proprio lo hanno
espresso ai visitatori della serata. Il socio che ha relazionato
diligentemente su come avveniva l’olivicoltura (raccolta e
frangitura delle olive) è stato Vincenzo Frascà (vedi foto).
Noi di “Roccella com’era” ci auguriamo che in futuro possa
continuare questo tipo di collaborazione affinché la nostra opera di
salvaguardia delle tradizioni non rimanga esclusiva prerogativa dei
nostri soci, bensì diventi patrimonio comune di tante altre
associazioni, che lavorano sulla nostra stessa lunghezza d’onda con
ricadute positive per la nostra comunità.
F I N E
Il libro del nostro socio Francuccio alla
sua seconda ristampa
È un libro maneggevole,
composto da 198 pagine, per i tipi di Giancarlo Murgia, ricco di
fotografie autentiche, rigorosamente d’epoca, che come al solito
ritraggono alcuni personaggi descritti nei racconti.
Le storie narrate, ispirate a vicende realmente accadute, sono
trasfigurate dalla penna di grande vis comica e vis drammatica
dell’autore in racconti sorprendenti, piacevoli a leggersi, che
fanno bene al cuore, alla mente e all’anima. Sono narrazioni
singolari, farcite frequentemente con espressioni dialettali
colorite talmente vivide, che alla fine ti sembra di non aver fatto
alcuna fatica per leggerli.
Come si sa, Francuccio fa parte dell’Associazione culturale
“Roccella com’era” e quando, qualche anno fa, lui si è presentato
per l’iscrizione, non ci sono state difficoltà ad accettarlo.
Ed è stato veramente un ottimo acquisto!
È noto il suo impegno nel mondo della scuola, la sua preparazione
culturale e le sue innate capacità di tradurre in forme concrete
ogni idea teorica. Francuccio, tra l’altro, è un bravissimo
presepista, al punto di essersi meritato prestigiosi premi a livello
nazionale con tanto di motivazione.
“Roccella com’era”, in occasione di un Natale voleva essere
presente in paese con qualcosa di nuovo, che non fosse la solita
zeppolata, cu’ quattru coccia d’allivi cumbité e ‘nu biccheri ‘i
vinu. Lui, senza pensarci due volte, ha generosamente offerto
all’associazione, per due anni consecutivi, i suoi magnifici ed
originali presepi, pubblicizzati a Telemia, ammirati da tutti, che
hanno garantito un notevole introito, in seguito ad una riffa.
All’interno della gruppo Francuccio è stato sempre un utilissimo
“lupo solitario”.
Dunque: Franco presepista, Franco scrittore e perfino Franco
ricercatore, in una sorta di positivo e armonioso equilibrio
multitasking, come dicono gli psicologi. Recentemente “Roccella
com’era”, individuando in lui le sue altre doti nascoste, lo ha
impegnato nello studio sugli epigoni, i continuatori dei rotari
roccellesi ed è venuto fuori un lavoro che molti hanno potuto
apprezzare perché ha saputo condurre le sue ricerche con impegno
encomiabile, illustrando situazioni e autori roccellesi, che,
immeritatamente, sarebbero destinati all’oblio.
Ma torniamo a parlare dello scrittore. Magari fossero arrivati a
noi, dagli anni ’20-’30, due libri illuminanti come quelli di
Francuccio! Quanto avremmo appreso!
Perché lui nei suoi racconti sa veramente illustrare la nostra
realtà, la nostra storia, il nostro passato, la nostra vera
identità, altro motivo per cui noi di “Roccella com’era” lo
consideriamo un socio insostituibile. Franco non è il tipo che
s’innamora di schemi culturali che non siano i nostri. Come diceva
lo scrittore e giornalista colombiano Gabriel García Marquez: “L’interpretazione
della nostra realtà attraverso modelli che non sono nostri serve
solamente a renderci più sconosciuti, sempre meno liberi, sempre più
solitari”.
Franco con le sue narrazioni ha illustrato in modo magistrale la
Roccella degli anni ’40 in poi, il modo di pensare e di essere di
allora.
Quando ritroviamo qualche antica fotografia, prima puntiamo la
nostra ricerca sul personaggio o sul gruppo in primo piano, cercando
di individuarli e, incrociando le notizie con i ricavati d’archivio
e con le testimonianze degli anziani; poi cominciamo a studiare lo
sfondo, quello che c’è dietro, con la lente d’ingrandimento. Bene,
con gli scritti di Francuccio si deve fare lo stesso.
Prendiamo un altro episodio a mo’ d’esempio: l’innamoramento di
Franci ‘u Zirgunaru per Catuzza.
Quante cose dice al lettore attento: che le nuove idee di libertà e
affrancamento della donna arrivarono a Roccella a macchia di
leopardo: la donna-oggetto passava direttamente dalla tutela dei
genitori a quella del marito, scelto da essi per lei. Dice
Francuccio: “signata cu’ l’oru comu ‘a Madonna ‘i Pasca”.
Perché il neo fidanzato, regalandole l’oro (orecchini, girocollo,
anello e bracciale) ‘a singava, cioè la segnava come cosa
sua, così come il mandriano marcava i suoi animali per palesare a
tutti la sua proprietà.
Le espressioni vinni d’ ‘a ‘Merica e s’ ‘a leva all’Austraglia,
che erano allora (anni ‘50 e primi anni ‘60) le ‘professioni’ più
ricercate e invidiate sempre negli ambienti socialmente più retrivi,
sono verità storica.
Dopo un fitto carteggio di lettere tra l’americano o la sua
famiglia rimasta a Roccella e quella della ragazza, si aggiustava
il matrimonio, che spesso avveniva per procura, senza che i due
promessi sposi avessero scambiata una sola parola.
Ecco come devono essere analizzati e interpretati i racconti di
Francuccio: mai fermarsi all’apparente banalità: più si scava e più
si trova.
Riguardo allo stile di questi racconti, Franco non è il tipo che si
fa ingabbiare in un coacervo di regole e regolette, è uno spirito
libero, capace di volare alto, avendo solo come filo conduttore la
sua musa ispiratrice, unica dea cui, lui, si sente di ubbidire.
Da queste pagine emerge tutta la passione che l’autore ha messo
dentro, il pathos, il calore umano, la spontaneità, la sua
profonda e calda umanità.
Se c’è qualche errore, non badateci, perché, come dice Francuccio,
queste storie sono comu i pruppetti casalori, sono
buonissime, ma non vengono mai precise!
Prof. Giuseppe Guarneri
"ROCCELLA
COM'ERA"
ATTIVITA' ESTATE 2010
Abbiamo ricevuto nello
spazio del Guestbook la seguente comunicazione, che riportiamo
integralmente. Segue poi la nostra risposta.
“postato da Angelo Alvaro il 12/8/2010
Sono un emigrante roccellese, che ogni anno passa qualche mese nella
nostra amata terra, vorrei chiedervi il perché delle vostre
manifestazioni le avete spostate nel lungomare e nella piazza in
vece di riproporle nel bel centro storico “il borgo” dove la gente
affollava i vichi per ammirare le bellezze storiche e artistiche? La
vostra associazione nasce per ridare vita al passato o per fare
cassa? Strana questa vostra scelta, e sentendo qualche paesano (che
ne sa di cotte e di crude) mi ha riferito che sono scelte politiche
qualcuno dei soci deve far bella figura con il politico di turno o
meglio sdebitarsi. Be se tutto questo è vero allora cambiate nome
della vostra associazione,che peccato ora che il centro storico e
bello pavimentato non con una pietra consona al vero selciato ma
meglio di niente ancora i progettisti locali non hanno una buona
conoscenza dei materiale e poca cultura.”
Caro Angelo,
faresti bene ad informarti presso uno dei soci di "Roccella
com'era", anziché da un qualsiasi paesano scarsamente a conoscenza
della nostra situazione attuale, prima di esporre la tua opinione a
riguardo delle nostre manifestazioni che quest'anno siamo stati
costretti a fare lontano dalla nostra sede naturale.
Te lo spieghiamo subito e cerca di spiegarlo anche a chi pensa di
saperne più di noi. Da dicembre dello scorso anno (2009) non abbiamo
più la nostra sede al Borgo in via Garibaldi, in quanto, i locali
dove eravamo ospitati, erano di proprietà del Comune di Roccella
Jonica, il quale quest'anno (2010) ha iniziato i lavori di
ristrutturazione perchè fatiscenti. Abbiamo, quindi, dovuto
sgomberare e portare via tutto il materiale dell'associazione
sistemandolo nelle varie abitazioni dei soci, un po' qua e un po'
là, non avendo la possibilità economica per mantenerci una sede
adeguata.
Per quanto riguarda le nostre riunioni periodiche il Sindaco ci ha
concesso la possibilità di incontrarci nelle sede del CENTRO
ANZIANI, in via XXV Aprile, presso le Scuole Elementari con grave
disagio nostro e degli anziani costretti a vedersi ristretto lo
spazio che prima avevano a disposizione. Ciò nonostante, per non
interrompere le nostre attività (convegni di studio, ricerche, sagra
varie e quant'altro) ci siamo ugualmente dati da fare per non venir
meno ai nostri programmi per il bene della nostra Roccella, che non
appartiene solamente a questo o quel rione, ma a tutto il paese. E
comunque la "Festa al Borgo", che per circa 10 anni si è svolta
giustamente in quel rione storico, non era programmata dalla nostra
Associazione, bensì dal Comune di Roccella, il quale da qualche anno
a questa parte non l'ha più inserita nei suoi programmi estivi.
L'accusa, poi, di essere al servizio di questo o quel politico di
turno non ci appartiene, altrimenti avremmo già risolto molti dei
nostri problemi. Noi voliamo alto, al di sopra e lontano da queste
basse meschinità.
Quindi, caro Angelo, trai tu le conclusioni.
Il Direttivo
La Sagra della melanzana
Clicca sull'immagine per
conoscere il resoconto delle due serate
I convegni della nostra Associazione
sull'Edilizia roccellese e sulle rote carnascialesche.
Clicca sull'immagine per
conoscere il resoconto delle due serate
L’ ASSOCIAZIONE CULTURALE “ROCCELLA COM’ERA” Con il patrocinio del Comune di Roccella Jonica
presenta due convegni
1a serata, 30 luglio 2010, ore 20:30
EDILIZIA ARISTOCRATICA, BORGHESE AGRARIA E COMMERCIALE - Ricerca diacronica su “Lineamenti di storia di età medioevale e moderna de la Roccella” e sincronica su “stato di conservazione dell’abitato di Roccella attraverso rilevamenti fotografici e topografici”
Coordina: Prof. UGO MOLLICA
Presenta: Prof. GIUSEPPE GUARNERI – Presidente dell’Associazione
Saluto delle Autorità
Ordine degli interventi:
Prof. GIUSEPPE FALCONE: “Lineamenti di storia economica, sociale, politica e culturale
de la Roccella in età medioevale e moderna”
Prof. GIUSEPPE GUARNERI: “Onomastica e toponomastica
de la Roccella dal 1500 ai giorni nostri”;
Geom. ILARIO ANTONIO ALVARO: “Trasferimenti degli abitati
de la Roccella da la Città ai suburbia extra moenia attraverso le rappresentazioni cartografiche”.
INTERVENTI da parte del pubblico
Conclude il Ch.mo Prof. PIETRO DE LEO
titolare di Storia Medievale all’Università della Calabria
Dopo il convegno seguirà la proiezione di alcune immagini significative sull’edilizia roccellese a cura di Vittorio Fragomeli.
2a serata, 31 luglio 2010, ore 20:30
L’ATTIVITÀ DEI ROTARI ROCCELLESI - Ulteriore
approfondimento della ricerca sul “Teatro di strada” confluita in un
convegno nazionale organizzato dall’A. C. “Roccella com’era” il 21
febbraio ‘04
Coordina: Prof. UGO MOLLICA
Presenta: Prof. GIUSEPPE GUARNERI – Presidente dell’Associazione
Saluto delle Autorità
Ordine degli interventi:
Prof. GIUSEPPE FALCONE: “I maestri
rotari roccellesi e la presenza di Pulicineja nelle loro produzioni e nelle
farze calabresi”;
Prof. ANTONIO SIMONE: “
‘U Címbulu: l’uomo e il rotaro”;
Prof. FRANCESCO FRANCO: “Gli Epigoni dei rotari roccellesi”.
INTERVENTI da parte del pubblico
Conclude: Prof. PAOLA RADICI COLACE
titolare di Filologia Classica all’Università di Messina
Dopo il convegno seguirà la proiezione della rota “MARLOTTA” d’ ‘u CÍMBULU
Roccella Jonica, Lungomare lato
Calura
"ROCCELLA
COM'ERA"
ATTIVITA' PRIMAVERA 2010
Serata al Bosco Catalano
Ecco uno stralcio del discorso tenuto dal presidente
dell'associazione il 19 febbraio scorso
Un sentito
ringraziamento al presidente del Centro Anziani che ci ha
gentilmente concesso di tenere la nostra assemblea annuale in questi
locali.
Purtroppo l’anno 2010 inizia con questo increscioso inconveniente:
la mancanza della sede. Ai primi di dicembre dell’anno appena
trascorso abbiamo dovuto lasciare i vecchi locali, di proprietà del
Comune, perché dovevano iniziare i lavori di ristrutturazione. E
così, i soci Toto Alvaro il
vicepresidente, Toto Simone e il sottoscritto, con l’ausilio di due
operai, ci siamo rimboccati le maniche e, pezzo per pezzo, abbiamo
sgomberato quella sede.
Per quanto riguarda il materiale cartaceo e tutta la documentazione
relativa alle attività annuali dell’associazione, tutta questa roba
è stata sistemata in un armadietto metallico, che attualmente si
trova nell’abitazione del sottoscritto, sempre a disposizione di
quanti vogliono prenderne visione.
È stato giustamente osservato dal prof. Falcone, che il grado di
eccellenza raggiunto dalla nostra associazione, evidenziato con la
pubblicazione del nostro quarto volume, è una condizione al
di sotto della quale, d’ora in poi, non possiamo ritenerci
soddisfatti. Dobbiamo continuare a crescere, migliorarci ancora
producendo lavori sempre più qualificanti o, al limite, uguali a
quello ultimamente realizzato, ma mai inferiori!
È un punto questo che mi sento di condividere e che penso
condividerete anche voi.
L'altra nota positiva della nostra associazione è stata la sagra
della melanzana giunta alla sua nona edizione, che quest’anno si è
svolta lungo un tratto di via Garibaldi. Anch’essa ha avuto un
apprezzabile successo, grazie al coinvolgimento di tutti. Abbiamo
lavorato con un grande spirito di corpo, in allegria, ponendo la
nostra attenzione fin nei minimi particolari, evitando di non
trascurare ogni minimo dettaglio.
Nel 2009 non abbiamo potuto organizzare, come gli altri anni, la
festa del vino nuovo e quella della procia per ovvi motivi di sede e
quest’anno, se non si troverà una soluzione, si rischia di non poter
fare la sagra.
Nonostante i disagi causati dalla mancanza della sede, che se non
risolta condizionerà non poco gli incontri di noi soci, abbiamo
iniziato ugualmente il nuovo anno impegnandoci nei seguenti lavori:
Lo studio delle rote carnascialesche, a cura
del prof. Falcone, di Toto Simone e di Francuccio Franco;
Lo studio della formazione urbanistica e
della toponomastica a Roccella, a cura del prof. Falcone, di
Toto Alvaro, di Enzo Certomà, di Vittorio Fragomeli e del
sottoscritto. Ovviamente sono ancora, come si suol dire, work in
progress, che devono essere attentamente studiati, discussi,
messi a confronto ed elaborati.
Si pensa, quest’estate, in agosto, nell’ambito dei
Caffè letterari predisposti dal Comune, di presentare al pubblico
l’anteprima di questi due grossi lavori.
Possa, dunque, la nostra associazione, nonostante i disagi,
proseguire ugualmente il suo cammino con lo stesso entusiasmo di
sempre.
Auguriamocelo di cuore, anche per il bene e per l'amore che portiamo
per il nostro paese!
Il Presidente Prof. Giuseppe Guarneri
Vi presentiamo un video con l'intervista fatta al nostro presidente
dal prof. Giovanni Certomà. Cliccate sul video per avviare la
riproduzione.
Tra i Caffè letterari di “Roccella estate 2009”
presentato il libro del nostro socio prof. Francesco Franco, ma è in gestazione un secondo volume dello stesso
autore.
Clicca sulla copertina del
libro per vedere
i momenti più significativi della manifestazione.
Il
libro è stato presentato l'estate scorsa nella splendida cornice del
lungomare di Roccella Jonica alla presenza di un folto pubblico. Al
tavolo dei relatori c'erano il preside Domenico Curtale, il prof.
Giuseppe Guarneri, il moderatore, prof. Giuseppe Alvaro e il
sindaco, prof. Giuseppe Certomà. Era presente anche l'autore.
Il volume - edito da Giancarlo Murgia di Milano, convinto
estimatore di questi racconti - è lo spaccato sociologico degli anni
che vanno dal 1948 al 1968 e contiene 15 brani, che si possono
leggere d’un fiato e raccontano con minuziosa esattezza, in uno
stile soffuso di piacevole ironia e autoironia, situazioni gioiose e
drammatiche, in un incalzare di eventi scoppiettanti ed incredibili,
intrisi a volte di spirito goliardico, con personaggi ancora in vita
e altri, purtroppo, scomparsi, come l’impareggiabile Peppe “Testerrè”.
Meriterebbero di essere tutti nominati questi racconti, ma quelli
più ‘succulenti’ sono “ ‘U Bumbularu”, “ ‘A
mazzicana”,“Libera me Domine”,“Con
fermezza e audacia” in cui brilla la verve di un
personaggio extra come Peppi 'u Préviti, “Botti di capodanno”,
“La necropoli di S. Onofrio”.
La serata della presentazione, ad un certo punto, ha offerto
qualche momento di magia: su richiesta dell'autore, come se si fosse
aperto il libro, dalle sue pagine sono venuti fuori la maggior parte
dei protagonisti. Il pubblico, che stava seguendo la presentazione
del libro è rimasto a bocca aperta visibilmente colpito da quella
inattesa performance.
ll libro di Francesco Franco ha avuto molto successo, già prima
alla presentazione ufficiale, per queste storie tutto sommato
simpatiche, vissute dall’autore, in famiglia e in compagnia dei suoi
amici di avventura, nel periodo della spensierata giovinezza.
Se ancora non lo avete letto, cosa aspettate a procurarvelo?
Contattate l'autore o la nostra Associazione.
"ROCCELLA
COM'ERA"
ATTIVITA' INVERNO 2010
Scomparso il Preside Domenico
Curtale
È stato uno dei nostri soci più validi e fecondi, che
ha impegnato la sua vita nello studio e nella divulgazione delle
tradizioni popolari roccellesi, attingendo in particolare
all’archivio della sua memoria e di quella della sua gente, che è il
quartiere marinaro di Sant’Antonio. Di lui ci restano i numerosi
articoli pubblicati nei giornali locali, la monografia sulla
marineria roccellese, un libro di poesie e il volumetto
sull’Architettura minore dei nostri rioni.
Senza alcun dubbio il nome del preside Curtale, grazie agli scritti
che ci ha lasciato, sarà destinato ad essere ricordato nel tempo a
Roccella quale testimone insostituibile della vita e delle
tradizioni del ‘900.