"ROCCELLA COM'ERA"

ATTIVITA' INVERNO 2010

 

 

L'A. C. "Roccella Com'era",
augura a tutti voi
Buon Natale e Felice Anno Nuovo 2011
a tutti Voi, ai Vostri Familiari e Amici.

 

 

Operare sinergicamente per la crescita del nostro territorio

“Roccella in movimento” e "Roccella com'era"
a la “Festa del prim'olio e del vino nuovo”

 
   Sabato 4 dicembre, nell’antico Borgo di Roccella Jonica, si è svolta la “Festa del prim'olio e del vino nuovo” con una discreta partecipazione di visitatori, promossa da “Roccella in movimento” con la collaborazione della nostra associazione e di alcune aziende locali. Noi di “Roccella com’era”, consapevoli della bontà di questa iniziativa, abbiamo offerto di buon grado il nostro contributo a questo sodalizio guidato da Stefania Farina, da poco costituitosi e che conta già numerosi iscritti, in gran parte giovani.
 

   

La manifestazione ha avuto lo scopo di offrire ai visitatori un momento di riflessione su alcune realtà presenti sul territorio (associazioni e attività produttive, in particolare: “Oleificio Villa Ada”, “Cantine Lavorata” ed “Orizzonte verde”) le quali nell’insieme, ciascuna nel proprio ambito di competenza, lavorano per la crescita del territorio. Nella foto il punto di ritrovo enogastronomico per numerosi visitatori
 
 

   Per quanto ci riguarda, la nostra collaborazione si è concretizzata dal profondo convincimento che l’azione intrapresa dagli amici di “Roccella in movimento” è in perfetta sintonia con quanto da più di un decennio ormai va facendo “Roccella com’era” e cioè valorizzare le attività e le tradizioni locali, ivi comprese anche quelle enogastronomiche che, in buona sostanza, rappresentano la nostra vera identità culturale.
   Nella foto le attive e operose socie di "Roccella in movimento" alla presa con la distribuzione delle gustose pietanze da loro preparate.
 

Durante la serata è stato messo in palio un caprettino da adottare.
Il visitatore che si avvicinava nel dire il peso esatto di questa timida bestiola la si aggiudicava in premio

 

   Ciò che maggiormente ha determinato la nostra cooperazione all'iniziativa di "Roccella in movimento" è stato l’ ‘aggancio’ se così si può dire, con questo gruppo, ai quali abbiamo potuto veicolare specifici contenuti culturali del mondo contadino, da noi studiati e pubblicati di recente, al fine di conservarne la memoria storica. In altri termini, in questa occasione, a questi nostri amici abbiamo comunicato il faticoso lavoro che si svolgeva una volta ‘nto troppitu ‘nel frantoio’ a trazione animale e umana e loro poi, facendolo proprio lo hanno espresso ai visitatori della serata. Il socio che ha relazionato diligentemente su come avveniva l’olivicoltura (raccolta e frangitura delle olive) è stato Vincenzo Frascà (vedi foto).
   Noi di “Roccella com’era” ci auguriamo che in futuro possa continuare questo tipo di collaborazione affinché la nostra opera di salvaguardia delle tradizioni non rimanga esclusiva prerogativa dei nostri soci, bensì diventi patrimonio comune di tante altre associazioni, che lavorano sulla nostra stessa lunghezza d’onda con ricadute positive per la nostra comunità.
 

F I N E

 
 

 
Il libro del nostro socio Francuccio alla sua seconda ristampa
 

 

   È un libro maneggevole, composto da 198 pagine, per i tipi di Giancarlo Murgia, ricco di fotografie autentiche, rigorosamente d’epoca, che come al solito ritraggono alcuni personaggi descritti nei racconti.
   Le storie narrate, ispirate a vicende realmente accadute, sono trasfigurate dalla penna di grande vis comica e vis drammatica dell’autore in racconti sorprendenti, piacevoli a leggersi, che fanno bene al cuore, alla mente e all’anima. Sono narrazioni singolari, farcite frequentemente con espressioni dialettali colorite talmente vivide, che alla fine ti sembra di non aver fatto alcuna fatica per leggerli.
   Come si sa, Francuccio fa parte dell’Associazione culturale “Roccella com’era” e quando, qualche anno fa, lui si è presentato per l’iscrizione, non ci sono state difficoltà ad accettarlo.
Ed è stato veramente un ottimo acquisto!
   È noto il suo impegno nel mondo della scuola, la sua preparazione culturale e le sue innate capacità di tradurre in forme concrete ogni idea teorica. Francuccio, tra l’altro, è un bravissimo presepista, al punto di essersi meritato prestigiosi premi a livello nazionale con tanto di motivazione.
   “Roccella com’era”, in occasione di un Natale voleva essere presente in paese con qualcosa di nuovo, che non fosse la solita zeppolata, cu’ quattru coccia d’allivi cumbité e ‘nu biccheri ‘i vinu. Lui, senza pensarci due volte, ha generosamente offerto all’associazione, per due anni consecutivi, i suoi magnifici ed originali presepi, pubblicizzati a Telemia, ammirati da tutti, che hanno garantito un notevole introito, in seguito ad una riffa.
   All’interno della gruppo Francuccio è stato sempre un utilissimo “lupo solitario”.
   Dunque: Franco presepista, Franco scrittore e perfino Franco ricercatore, in una sorta di positivo e armonioso equilibrio multitasking, come dicono gli psicologi. Recentemente “Roccella com’era”, individuando in lui le sue altre doti nascoste, lo ha impegnato nello studio sugli epigoni, i continuatori dei rotari roccellesi ed è venuto fuori un lavoro che molti hanno potuto apprezzare perché ha saputo condurre le sue ricerche con impegno encomiabile, illustrando situazioni e autori roccellesi, che, immeritatamente, sarebbero destinati all’oblio.
   Ma torniamo a parlare dello scrittore. Magari fossero arrivati a noi, dagli anni ’20-’30, due libri illuminanti come quelli di Francuccio! Quanto avremmo appreso!
   Perché lui nei suoi racconti sa veramente illustrare la nostra realtà, la nostra storia, il nostro passato, la nostra vera identità, altro motivo per cui noi di “Roccella com’era” lo consideriamo un socio insostituibile. Franco non è il tipo che s’innamora di schemi culturali che non siano i nostri. Come diceva lo scrittore e giornalista colombiano Gabriel García Marquez: “L’interpretazione della nostra realtà attraverso modelli che non sono nostri serve solamente a renderci più sconosciuti, sempre meno liberi, sempre più solitari”.
   Franco con le sue narrazioni ha illustrato in modo magistrale la Roccella degli anni ’40 in poi, il modo di pensare e di essere di allora.
   Quando ritroviamo qualche antica fotografia, prima puntiamo la nostra ricerca sul personaggio o sul gruppo in primo piano, cercando di individuarli e, incrociando le notizie con i ricavati d’archivio e con le testimonianze degli anziani; poi cominciamo a studiare lo sfondo, quello che c’è dietro, con la lente d’ingrandimento. Bene, con gli scritti di Francuccio si deve fare lo stesso.
   Prendiamo un altro episodio a mo’ d’esempio: l’innamoramento di Franci ‘u Zirgunaru per Catuzza.
   Quante cose dice al lettore attento: che le nuove idee di libertà e affrancamento della donna arrivarono a Roccella a macchia di leopardo: la donna-oggetto passava direttamente dalla tutela dei genitori a quella del marito, scelto da essi per lei. Dice Francuccio: “signata cu’ l’oru comu ‘a Madonna ‘i Pasca”. Perché il neo fidanzato, regalandole l’oro (orecchini, girocollo, anello e bracciale) ‘a singava, cioè la segnava come cosa sua, così come il mandriano marcava i suoi animali per palesare a tutti la sua proprietà.
   Le espressioni vinni d’ ‘a ‘Merica e s’ ‘a leva all’Austraglia, che erano allora (anni ‘50 e primi anni ‘60) le ‘professioni’ più ricercate e invidiate sempre negli ambienti socialmente più retrivi, sono verità storica.
   Dopo un fitto carteggio di lettere tra l’americano o la sua famiglia rimasta a Roccella e quella della ragazza, si aggiustava il matrimonio, che spesso avveniva per procura, senza che i due promessi sposi avessero scambiata una sola parola.
   Ecco come devono essere analizzati e interpretati i racconti di Francuccio: mai fermarsi all’apparente banalità: più si scava e più si trova.
   Riguardo allo stile di questi racconti, Franco non è il tipo che si fa ingabbiare in un coacervo di regole e regolette, è uno spirito libero, capace di volare alto, avendo solo come filo conduttore la sua musa ispiratrice, unica dea cui, lui, si sente di ubbidire.
   Da queste pagine emerge tutta la passione che l’autore ha messo dentro, il pathos, il calore umano, la spontaneità, la sua profonda e calda umanità.
   Se c’è qualche errore, non badateci, perché, come dice Francuccio, queste storie sono comu i pruppetti casalori, sono buonissime, ma non vengono mai precise!

Prof. Giuseppe Guarneri

 
 

"ROCCELLA COM'ERA"

ATTIVITA' ESTATE 2010

 

			

Abbiamo ricevuto nello spazio del Guestbook la seguente comunicazione, che riportiamo integralmente. Segue poi la nostra risposta.

“postato da Angelo Alvaro il 12/8/2010

Sono un emigrante roccellese, che ogni anno passa qualche mese nella nostra amata terra, vorrei chiedervi il perché delle vostre manifestazioni le avete spostate nel lungomare e nella piazza in vece di riproporle nel bel centro storico “il borgo” dove la gente affollava i vichi per ammirare le bellezze storiche e artistiche? La vostra associazione nasce per ridare vita al passato o per fare cassa? Strana questa vostra scelta, e sentendo qualche paesano (che ne sa di cotte e di crude) mi ha riferito che sono scelte politiche qualcuno dei soci deve far bella figura con il politico di turno o meglio sdebitarsi. Be se tutto questo è vero allora cambiate nome della vostra associazione,che peccato ora che il centro storico e bello pavimentato non con una pietra consona al vero selciato ma meglio di niente ancora i progettisti locali non hanno una buona conoscenza dei materiale e poca cultura.”
 

Caro Angelo,
faresti bene ad informarti presso uno dei soci di "Roccella com'era", anziché da un qualsiasi paesano scarsamente a conoscenza della nostra situazione attuale, prima di esporre la tua opinione a riguardo delle nostre manifestazioni che quest'anno siamo stati costretti a fare lontano dalla nostra sede naturale.
Te lo spieghiamo subito e cerca di spiegarlo anche a chi pensa di saperne più di noi. Da dicembre dello scorso anno (2009) non abbiamo più la nostra sede al Borgo in via Garibaldi, in quanto, i locali dove eravamo ospitati, erano di proprietà del Comune di Roccella Jonica, il quale quest'anno (2010) ha iniziato i lavori di ristrutturazione perchè fatiscenti. Abbiamo, quindi, dovuto sgomberare e portare via tutto il materiale dell'associazione sistemandolo nelle varie abitazioni dei soci, un po' qua e un po' là, non avendo la possibilità economica per mantenerci una sede adeguata.
Per quanto riguarda le nostre riunioni periodiche il Sindaco ci ha concesso la possibilità di incontrarci nelle sede del CENTRO ANZIANI, in via XXV Aprile, presso le Scuole Elementari con grave disagio nostro e degli anziani costretti a vedersi ristretto lo spazio che prima avevano a disposizione. Ciò nonostante, per non interrompere le nostre attività (convegni di studio, ricerche, sagra varie e quant'altro) ci siamo ugualmente dati da fare per non venir meno ai nostri programmi per il bene della nostra Roccella, che non appartiene solamente a questo o quel rione, ma a tutto il paese. E comunque la "Festa al Borgo", che per circa 10 anni si è svolta giustamente in quel rione storico, non era programmata dalla nostra Associazione, bensì dal Comune di Roccella, il quale da qualche anno a questa parte non l'ha più inserita nei suoi programmi estivi.
L'accusa, poi, di essere al servizio di questo o quel politico di turno non ci appartiene, altrimenti avremmo già risolto molti dei nostri problemi. Noi voliamo alto, al di sopra e lontano da queste basse meschinità.
Quindi, caro Angelo, trai tu le conclusioni.

Il Direttivo

 

 

La Sagra della melanzana

Clicca sull'immagine per conoscere il resoconto delle due serate

 

 

 

I convegni della nostra Associazione
sull'Edilizia roccellese e sulle rote carnascialesche.

Clicca sull'immagine per conoscere il resoconto delle due serate

 

 

 

L’ ASSOCIAZIONE CULTURALE “ROCCELLA COM’ERA”
Con il patrocinio del Comune di Roccella Jonica
presenta due convegni

 
1a serata, 30 luglio 2010, ore 20:30
EDILIZIA ARISTOCRATICA, BORGHESE AGRARIA E COMMERCIALE - Ricerca diacronica su “Lineamenti di storia di età medioevale e moderna de la Roccella” e sincronica su “stato di conservazione dell’abitato di Roccella attraverso rilevamenti fotografici e topografici”

Coordina: Prof. UGO MOLLICA
Presenta: Prof. GIUSEPPE GUARNERI – Presidente dell’Associazione
Saluto delle Autorità

Ordine degli interventi:
  • Prof. GIUSEPPE FALCONE: “Lineamenti di storia economica, sociale, politica e culturale de la Roccella in età medioevale e moderna”
  • Prof. GIUSEPPE GUARNERI: “Onomastica e toponomastica de la Roccella dal 1500 ai giorni nostri”;
  • Geom. ILARIO ANTONIO ALVARO: “Trasferimenti degli abitati de la Roccella da la Città ai suburbia extra moenia attraverso le rappresentazioni cartografiche”.

INTERVENTI da parte del pubblico

 

Conclude il Ch.mo Prof. PIETRO DE LEO
titolare di Storia Medievale all’Università della Calabria

 
Dopo il convegno seguirà la proiezione di alcune immagini significative sull’edilizia roccellese a cura di Vittorio Fragomeli.
 
 
2a serata, 31 luglio 2010, ore 20:30
L’ATTIVITÀ DEI ROTARI ROCCELLESI - Ulteriore approfondimento della ricerca sul “Teatro di strada” confluita in un convegno nazionale organizzato dall’A. C. “Roccella com’era” il 21 febbraio ‘04

Coordina: Prof. UGO MOLLICA
Presenta: Prof. GIUSEPPE GUARNERI – Presidente dell’Associazione
Saluto delle Autorità

Ordine degli interventi:
  • Prof. GIUSEPPE FALCONE: “I maestri rotari roccellesi e la presenza di Pulicineja nelle loro produzioni e nelle farze calabresi”;
  • Prof. ANTONIO SIMONE: “ ‘U Címbulu: l’uomo e il rotaro”;
  • Prof. FRANCESCO FRANCO: “Gli Epigoni dei rotari roccellesi”.

INTERVENTI da parte del pubblico

 

Conclude: Prof. PAOLA RADICI COLACE
titolare di Filologia Classica all’Università di Messina

 
Dopo il convegno seguirà la proiezione della rota “MARLOTTA” d’ ‘u CÍMBULU
 

Roccella Jonica, Lungomare lato Calura

 

"ROCCELLA COM'ERA"

ATTIVITA' PRIMAVERA 2010

 
 

Serata al Bosco Catalano

 


     Ecco uno stralcio del discorso tenuto dal presidente dell'associazione il 19 febbraio scorso
 
   Un sentito ringraziamento al presidente del Centro Anziani che ci ha gentilmente concesso di tenere la nostra assemblea annuale in questi locali.

   Purtroppo l’anno 2010 inizia con questo increscioso inconveniente: la mancanza della sede. Ai primi di dicembre dell’anno appena trascorso abbiamo dovuto lasciare i vecchi locali, di proprietà del Comune, perché dovevano iniziare i lavori di ristrutturazione. E così, i soci Toto Alvaro il vicepresidente, Toto Simone e il sottoscritto, con l’ausilio di due operai, ci siamo rimboccati le maniche e, pezzo per pezzo, abbiamo sgomberato quella sede.
  Per quanto riguarda il materiale cartaceo e tutta la documentazione relativa alle attività annuali dell’associazione, tutta questa roba è stata sistemata in un armadietto metallico, che attualmente si trova nell’abitazione del sottoscritto, sempre a disposizione di quanti vogliono prenderne visione.

   È stato giustamente osservato dal prof. Falcone, che il grado di eccellenza raggiunto dalla nostra associazione, evidenziato con la pubblicazione del nostro quarto volume, è una condizione al di sotto della quale, d’ora in poi, non possiamo ritenerci soddisfatti. Dobbiamo continuare a crescere, migliorarci ancora producendo lavori sempre più qualificanti o, al limite, uguali a quello ultimamente realizzato, ma mai inferiori!
   È un punto questo che mi sento di condividere e che penso condividerete anche voi.

   L'altra nota positiva della nostra associazione è stata la sagra della melanzana giunta alla sua nona edizione, che quest’anno si è svolta lungo un tratto di via Garibaldi. Anch’essa ha avuto un apprezzabile successo, grazie al coinvolgimento di tutti. Abbiamo lavorato con un grande spirito di corpo, in allegria, ponendo la nostra attenzione fin nei minimi particolari, evitando di non trascurare ogni minimo dettaglio.
   Nel 2009 non abbiamo potuto organizzare, come gli altri anni, la festa del vino nuovo e quella della procia per ovvi motivi di sede e quest’anno, se non si troverà una soluzione, si rischia di non poter fare la sagra.

   Nonostante i disagi causati dalla mancanza della sede, che se non risolta condizionerà non poco gli incontri di noi soci, abbiamo iniziato ugualmente il nuovo anno impegnandoci nei seguenti lavori:
  1. Lo studio delle rote carnascialesche, a cura del prof. Falcone, di Toto Simone e di Francuccio Franco;
  2. Lo studio della formazione urbanistica e della toponomastica a Roccella, a cura del prof. Falcone, di Toto Alvaro, di Enzo Certomà, di Vittorio Fragomeli e del sottoscritto. Ovviamente sono ancora, come si suol dire, work in progress, che devono essere attentamente studiati, discussi, messi a confronto ed elaborati.

   Si pensa, quest’estate, in agosto, nell’ambito dei Caffè letterari predisposti dal Comune, di presentare al pubblico l’anteprima di questi due grossi lavori.
   Possa, dunque, la nostra associazione, nonostante i disagi, proseguire ugualmente il suo cammino con lo stesso entusiasmo di sempre.        
Auguriamocelo di cuore, anche per il bene e per l'amore che portiamo per il nostro paese! 

 

 
Il Presidente
Prof. Giuseppe Guarneri


Vi presentiamo un video con l'intervista fatta al nostro presidente
dal prof. Giovanni Certomà. Cliccate sul video per avviare la riproduzione.



Tra i Caffè letterari di “Roccella estate 2009”
presentato il libro del nostro socio prof. Francesco Franco,
ma è in gestazione un secondo volume dello stesso autore.
 

Clicca sulla copertina del libro per vedere
i momenti più significativi della manifestazione.

 

Il libro è stato presentato l'estate scorsa nella splendida cornice del lungomare di Roccella Jonica alla presenza di un folto pubblico. Al tavolo dei relatori c'erano il preside Domenico Curtale, il prof. Giuseppe Guarneri, il moderatore, prof. Giuseppe Alvaro e il sindaco, prof. Giuseppe Certomà. Era presente anche l'autore.
   Il volume - edito da Giancarlo Murgia di Milano, convinto estimatore di questi racconti - è lo spaccato sociologico degli anni che vanno dal 1948 al 1968 e contiene 15 brani, che si possono leggere d’un fiato e raccontano con minuziosa esattezza, in uno stile soffuso di piacevole ironia e autoironia, situazioni gioiose e drammatiche, in un incalzare di eventi scoppiettanti ed incredibili, intrisi a volte di spirito goliardico, con personaggi ancora in vita e altri, purtroppo, scomparsi, come l’impareggiabile Peppe “Testerrè”.
   Meriterebbero di essere tutti nominati questi racconti, ma quelli più ‘succulenti’ sono “ ‘U Bumbularu”, “ ‘A mazzicana”, “Libera me Domine”, “Con fermezza e audacia” in cui brilla la verve di un personaggio extra come Peppi 'u Préviti, “Botti di capodanno”, “La necropoli di S. Onofrio”.
   La serata della presentazione, ad un certo punto, ha offerto qualche momento di magia: su richiesta dell'autore, come se si fosse aperto il libro, dalle sue pagine sono venuti fuori la maggior parte dei protagonisti. Il pubblico, che stava seguendo la presentazione del libro è rimasto a bocca aperta visibilmente colpito da quella inattesa performance.
   ll libro di Francesco Franco ha avuto molto successo, già prima alla presentazione ufficiale, per queste storie tutto sommato simpatiche, vissute dall’autore, in famiglia e in compagnia dei suoi amici di avventura, nel periodo della spensierata giovinezza.
   Se ancora non lo avete letto, cosa aspettate a procurarvelo? Contattate l'autore o la nostra Associazione.

 
 

"ROCCELLA COM'ERA"

ATTIVITA' INVERNO 2010

 

Scomparso il Preside Domenico Curtale

 

 

   È stato uno dei nostri soci più validi e fecondi, che ha impegnato la sua vita nello studio e nella divulgazione delle tradizioni popolari roccellesi, attingendo in particolare all’archivio della sua memoria e di quella della sua gente, che è il quartiere marinaro di Sant’Antonio. Di lui ci restano i numerosi articoli pubblicati nei giornali locali, la monografia sulla marineria roccellese, un libro di poesie e il volumetto sull’Architettura minore dei nostri rioni.
   Senza alcun dubbio il nome del preside Curtale, grazie agli scritti che ci ha lasciato, sarà destinato ad essere ricordato nel tempo a Roccella quale testimone insostituibile della vita e delle tradizioni del ‘900.