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Ecco una sintesi
della presentazione del convegno del nostro Presidente tenuto
venerdì 30 luglio scorso davanti ad un numeroso e attento pubblico
sul Lungomare di Roccella.
"I componenti del gruppo che hanno condotto le ricerche su
l’EDILIZIA A ROCCELLA sono: il prof. Giuseppe Falcone, il prof
Giuseppe Guarneri, il geometra Ilario Antonio Alvaro in qualità di
coordinatore, Enzo Certomà,
Vittorio Fragomeli, che con i suoi circa 2800 scatti fotografici ci
ha regalato preziose e significative immagini di Roccella. I membri
del lavoro sulle rote di carnevale sono: il prof. Falcone, il
prof. Antonio Simone e il prof. Franco Francesco.
Come è nata l’idea di
iniziare questa la prima ricerca?
Il pensiero corre al compianto preside Domenico Curtale, i cui scritti costituiscono un prezioso e insostituibile documento di
prima mano per quanti desiderano studiare ed approfondire la storia
delle nostre tradizioni.
Qualche mese prima della sua scomparsa egli ci chiamò, perché voleva
consegnarci la bozza sui palazzi signorili di Roccella e nel darcela
ci raccomandò:
“Continuatelo voi altri di Roccella com’era!”.
Forse presagiva di essere arrivato al capolinea!
Quelle carte le abbiamo viste e lette. Dovevano essere ancora
riviste dal preside, corrette e corredate del materiale fotografico.
Dopo attenta discussione all’interno del Direttivo, abbiamo deciso di prendere in seria
considerazione questo suo lavoro di ricerca, che sicuramente lui
avrebbe voluto continuare in maniera più consistente, affrontando
globalmente e organicamente lo studio sull’Edilizia esistente a Roccella.
E così, partendo da quelle bozze e dalla considerazione che
qualsiasi abitazione non è semplicemente un manufatto di pietra,
calce, cemento e mattoni, ma è lo specchio, lo status simbol delle
persone e delle famiglie che lo hanno costruito, abbiamo voluto
approfondire, attraverso la struttura urbanistica e abitativa, la
diversa stratificazione sociale, culturale ed economica del nostro
paese.
Nel corso della nostra indagine abbiamo individuato una linea di
demarcazione posta all’altezza d’ ‘a gabbina d’ ‘a luci, che passa
da via Torre, che separa la parte alta di Roccella con la presenza
dell’edilizia della borghesia agraria contadina e la parte bassa
della marina con una diffusa rappresentanza dell’edilizia
commerciale e imprenditoriale, molto attiva in passato a Roccella.
La prima era rappresentata dalle famiglie: i Iellamo, i Tassone, i
Cappelleri, i Manfrè-Alicastro, i Congiusta-Muscoli, ecc. La seconda
era formata dai Carella, i Di Bianco, i Rossetti, i De Lieto, i
Cappelleri, i Misuraca, ecc. Naturalmente questa distinzione non è
netta, in quanto nelle due parti che noi per comodità di studio
abbiamo individuato, in alcuni casi, sono presenti tutte e due le
categorie. Ad esempio i Bottari al Borgo erano anche imprenditori; i
Minici, che erano al di sotto di questa linea immaginaria, non erano
commercianti.
Con l’avvento della ferrovia, dal 1870 in poi, Roccella diventa
capo-tronco, per cui tante famiglie di ferrovieri si stabiliscono
nel nostro paese determinando un nuovo tipo di edilizia che modifica
l’aspetto originario.
Partendo da questi presupposti, la nostra indagine è diventata
diacronica, abbracciando la storia di Roccella dall’età medioevale,
all’età contemporanea, e, nello stesso tempo, sincronica per
evidenziare lo stato di conservazione dell’abitato attraverso i
rilevamenti fotografici e topografici.
Grazie alla fotocamera digitale di Vittorio Fragomeli abbiamo potuto
documentare numerosi e interessanti elementi dei palazzi roccellesi,
sia esterni, quali: facciate, balconi e balconate, modiglioni,
portali, portoni, batacchi, biccole, ecc; sia elementi interni:
cortili, stanze, arredi, mobili, suppellettili, quadri, eventuali
affreschi, tendaggi, ecc.
Vittorio ha ripreso tutto questo e altro! –
E stasera, al termine del convegno ci presenterà una campionatura
significativa di tutto questo, che costituisce la vera novità di
questa ricerca.
Vogliamo esprimere il nostro ringraziamento a tutti quei concittadini,
che, avendo capito l’importanza del nostro studio, si sono
dimostrati particolarmente disponibili, permettendoci di riprendere
anche gli interni delle loro dimore con tutti gli oggetti, cui
normalmente chiunque è legato per motivi affettivi, e difficilmente
è portato a farli vedere a persone estranee.
Con questo progetto la nostra associazione si colloca in quell’ambito
di passione culturale, che anima la Locride da diverso tempo. A
partire dallo studio del Cingari su Roccella, prima circolante in
ciclostile e poi voluto a stampa dal sen. Zito, è stato tutto un
fiorire di studi interessanti per la conoscenza della storia locale.
Tenendo presente i contributi offerti da chi ci ha preceduto e sulla
base di preziosi documenti d’archivio da noi esaminati, avvertendo
la necessità di allargare la conoscenza del nostro territorio, noi
di “Roccella com’era” abbiamo elaborato il progetto che stasera vi
illustreremo, sperando, Deo favente,di realizzare un lavoro
utile alla nostra comunità".
Da segnalare l'articolo pubblicato da Certomà Giovanni nel
suo sito:
http://www.giovannicertoma.it/dett_articolo.asp?id_a=4506 |