CHI SUNNU I MALOHI?
Cosa sono i malohi?


MALOHA o Malohara (nome roccellese)

 
Altri nomi: vermetta, riondella, nalba, melba, màleva, narbighedda, miloghia.
Nome italiano: MALVA
Nome scientifico: Malva Silvestris
Famiglia: Malvacee

  Ci sono due tipi di Malva, una piccola (Malva Neglecta) alta circa 10-15 cm. le cui caratteristiche sono identiche a quella più grande (Malva Silvestris) e si differenziano solo per la grandezza.
Qui parliamo di quella più grande – ‘A Maloha – (Malva Silvestris) alta da 50 a 100 cm..

  Cresce annualmente o ogni due anni nei luoghi erbosi incolti, intorno alle abitazioni, lungo i bordi delle strade dalle coste alle montagne fino a 1500 mt.
  Dal fusto, alto pochi cm., si ramifica formando un piccolo cespuglio tondeggiante con foglie sparse a forma di cuore, lobate con 5-7 lobi e seghettate di circa 6-10 cm., fiori di color rosa porporino di 2-4 cm. con 5 petali distanziati, dal margine superiore segnato da una insenatura, più stretti alla base, i frutti sono di forma discoidale della grandezza, quasi, di un bottone di camicia e con numerose divisioni (a Roccella li chiamavamo i paniceji 'i Sant’Antoni e da ragazzi li raccoglievamo per mangiarli).
  Fiorisce da maggio a settembre, odore debolmente aromatico, sapore leggermente dolciastro. Di questa pianta si usano le foglie, le radici ed i fiori, raccolti da giugno a settembre e messi ad appassire all’ombra, che contengono molta mucillaggine, tannino, glucosio, ossalato di calcio, vitamina A-B-C, nei fiori si trovano inoltre un olio essenziale ed un glucoside - la malvina - (a Roccella si raccoglieva l’intera pianta e si faceva essiccare).

  Le proprietà terapeutiche di questa pianta erano note in tempi molto antichi. Sin dall’VIII secolo a.C. è stata usata come ortaggio e come rimedio medicamentoso. Se ne mangiavano i teneri germogli; i romani ne facevano molto uso; Cicerone ne era molto ghiotto; Marziale la usava come cura riparatrice dopo un’orgia e, secondo Plinio, una pozione a base di succo di malva evitava malesseri per tutta la giornata. I pitagorici la consideravano pianta sacra con il potere di liberare gli uomini dalla schiavitù delle passioni. Nel XVI secolo, in Italia, era denominata omnimorbia: rimedio per tutti i mali.
  Vediamo ora quali sono le proprietà ancora riconosciute di questa pianta: calmante, emolliente, anticatarrale, lassativa, antinfiammatoria ed altro. Di seguito sono riportati i rimedi per alcune patologie in cui si impiega la malva, il modo di preparazione e l’uso:

Asma   -   bollire 50 g. di fiori e foglie essiccate in 1 litro di acqua per 10 min. e poi inalare il vapore caldo;

(A proposito di vapore caldo; a Roccella veniva usato un metodo particolare per aspirare il fumo e veniva detto fumentu - fare i fumenti di... - veniva usato per la tosse, il raffreddore ed in genere per tutti i disturbi delle vie respiratorie, ecco come si procedeva: dopo aver bollito la pianta, come detto sopra, si poggiava la pentola fumante per terra e ci si metteva seduti su una sedia davanti alla pentola coprendosi per intero fino ai piedi, pentola compresa, con un lenzuolo chinandosi in avanti per poter ricevere il fumo direttamente in faccia e si aspirava. Con questo sistema del lenzuolo il fumo stesso non si disperdeva. La pianta più usata per i fumenti era appunto a maloha, alcune volte si usava lo zucchero ma in questo caso non si trattava della pentola ma del braciere);

         
Ascesso   -   scaldare in pentola radici e foglie fresche, pestarle e applicarle sull’ascesso;
         
Afta   -   (piccola ulcerazione dolorosa della bocca) bollire 50 g. di fiori in 1 litro d’acqua per 20 min. e filtrare, con un batuffolo di cotone arrotolato su un bastoncino ed imbevuto nel decotto spennellare le ulcerazioni molte volte al giorno;
         
Bronchite   -   bollire 15 g. di fiori in 1 litro d’acqua per 10 min. e bere 2 tazze al giorno calde;
         
Cuprosi   -   (congestione del viso) bollire 40 g.di foglie in 1 litro d’acqua per 15 min., applicare due volte al giorno sulla cuprosi delle bende imbevute nel decotto;
         
Emorroidi   -   bollire 30 g. di fiori e foglie in 1 litro d’acqua per 3 min., lasciare riposare per 10 min.
e bere 3 tazze al giorno;
         
Faringite   -   fare gargarismi, 4 volte al giorno, con l’infuso preparato con 40 g. di fiori in acqua bollente lasciandolo riposare per 10 min.;
         
Foruncoli   -   applicare sui foruncoli un cataplasma, più volte al giorno, di radice riscaldata;
         
Nervosismo   -   (per riequilibrare il sistema nervoso) mettere 40 g. di fiori e foglie in un litro di acqua bollente per 20 min.(infuso) e bere 3 tazze al giorno;
         
Dimagrire   -   bere 3 tazze al giorno di infuso preparato con 40 g. di fiori e foglie in 1 litro di acqua bollente lasciati per 10 min.;
         
Occhi   -   (per conservarne la freschezza) lavarsi gli occhi 2 volte al giorno con il decotto che si ottiene facendo bollire 40 g. di foglie in 1 litro d’acqua per 15 min.;
         
Tosse   -   (preparato espettorante) fare un decotto con 15 g. di fiori bolliti in 1 litro d’acqua per 10 min. e bere 3 e più tazze al giorno;

  Queste sono alcune ricette. La malva può essere associata ad altre erbe o sostanze sommandone le proprietà ad esempio con il miele, con i fichi secchi, con la camomilla, con semi di finocchio selvatico, la liquirizia ecc.(a Roccella, la mescolanza di tutti questi ingredienti, era usato come ottimo calmante per la tosse ed il raffreddore in genere).

N.B. Il decotto si prepara facendo bollire fiori o foglie in acqua per un certo tempo;
  l’infuso invece si prepara versando l’acqua bollente sopra i fiori o foglie e lasciandoli per un certo tempo.

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