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Aggiornato l'8 gennaio 2009


 

* Radici *
Continua con successo
la collaborazione con TELEMIA

 

 

 

Non c’è dubbio che TELEMIA è diventata, a livello regionale, una delle emittenti più prestigiose per ricchezza di programmi e per l’originalità con cui di volta in volta i vari conduttori si susseguono sulle sue frequenze, a partire dall’illuminato direttore editoriale Giuseppe Mazzaferro al multiforme redattore capo Pino Gagliano, dall’inossidabile Saro Bella al blando Nicodemo Barillaro, dall’ineguagliabile Giovanni Pittari al bravo Giuseppe Cavallo, alla grintosa Maria Teresa Criniti. E di questa ben nutrita squadra televisiva fa parte anche Pino Carella, il quale, da ‘banditore’ di cultura attraverso la presentazione e la vendita di libri di una ben nota casa editrice, si sta rivelando un vero ‘apostolo’ di cultura popolare attraverso gli schermi di Telemia.
  Carella, infatti, è l’ideatore e conduttore di RADICI, che, puntata dopo puntata, sta riscuotendo un crescente successo. Il segreto di questo risultato lusinghiero è dovuto senza dubbio, oltre che alla dinamicità dell’impostazione del programma, al fatto che il tutto è ambientato in un antico e autentico frantoio, ormai in disuso, di proprietà della famiglia Guarneri, concesso in comodato gratuito all’Associazione Culturale “Roccella com’era”, un posto originale ricco di mille suggestioni, che ha il potere di riportarci indietro nel tempo. 
  Guidati dalla vecchia lanterna di Pino Carella, ci si dimentica di colpo dell’attuale società industriale e tecnologica e la memoria del passato prende corpo come per incanto, facendoci tornare a chiji tempi ‘i ‘na vota.
  In un angolo ritroviamo l’ambiente d’ ‘a putiha d’ ‘u vinu dove, accompagnate da un buon bicchiere, alcune persone assaggiano, in ogni puntata del programma, uno di quei piatti tipici della cucina povera calabrese cotti ô focularu: ‘u baccalà frittu; ‘a posa (‘i fagioli’) cucinata ‘nto pignatu; i sardi fritti câ ‘llivi, ‘a cipujata….
  L’ambiente è riscaldato dal braciere, misu ‘nta rota come usava allora, con la buccia d’arancia sopra per profumare l’ambiente. Accanto ci sono le donne intente ai lavori casalinghi o a stirare col ferro a carbone o a rammendare o a lavorare ai ferri o a preparare ‘a pasta ‘i casa.
  Il filo conduttore di ogni trasmissione è un mestiere, illustrato volta per volta da un esperto, il quale visualizza le sue sapienti spiegazioni con reperti autentici e rari. Nelle prime puntate si è parlato naturalmente d’ ‘u troppitu ‘il frantoio, poi dei lavori fatti nella carcara e in quelle successive dî l’argagnaru e d’ ‘u forgiaru. Gli appuntamenti a seguire riguarderanno altre attività scomparse.
  In ogni puntata c’è anche lo spazio riservato ai poeti dialettali calabresi con l’illustrazione della vita, l’opera e la recita di alcune loro significative poesie eseguite di volta in volta dalla brava Elisa Carella.
  Vengono inoltre presentati i classici jochi ‘i ‘na vota, tipo ‘a turri ‘i milli gatti, in altri posti detto ‘u cucuzzaru; ‘u spazzíngulu ‘la lippa’; arangutangu; ‘u gnígniru ‘l’astragalo’;…
  Non mancano le filastrocche, i proverbi e gli indovinelli in sintonia con il filo conduttore della puntata.
  Il tutto è ‘condito’ dalla musica folk ed etnica eseguita volta per volta da un diverso gruppo di giovani e non, che si dedicano con impegno a questo genere popolare.
  Il vero segreto della trasmissione,di cui tutti riconoscono la sua autentica valenza culturale è il FORMAT innovativo, assomiglia ad un autentico antico quadro che parla, suona, racconta, canta.
  Va in onda ogni venerdì alle ore 21.15; in replica, il sabato intorno alle ore 14.00 e la domenica in mattinata.

 

Angolo delle filastrocche, nonsense e cunticeji

Quello delle filastrocche era un genere di produzione letteraria popolare che non aveva un suo preciso significato. L'unico obiettivo era quello di divertire. Costituiva un divertimento sia per chi le recitava sia per chi le ascoltava. D'altronde ancora oggi mantengono il loro fascino, non vi pare?

Chiunque sia in possesso di tali documenti è gentilmente pregato di farcele pervenire nella nostra e-mail: info@roccellacomera.it. GRAZIE!


 

Cicciu pasticciu,
candileri e micciu...

  Ciccio pasticcio,
candeliere e miccio....
 

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